Orto urbano: luglio non è tardi

«Anch’io voglio l’orto».
Riflessioni postume ad una cena su un terrazzo coltivato a ortaggi e piante da frutto, in compagnia di amici e di un biliardino (mai testato).

Facciamo i seri, almeno all’inizio del nostro articolo visto che sarà il primo di una rubrica sugli orti urbani.
Secondo un’indagine Coldiretti “Quest’anno sono stati oltre 20 milioni gli italiani che si sono messi al lavoro negli orti o sui terrazzi per coltivazioni fai da te di lattughe, pomodori, piante aromatiche, peperoncini e melanzane”. Inoltre, il 50,8% di questi coltivatori è giovane.
Considerando che non sono d’accordo con Coldiretti sul significato numerico dato alla parola giovane (tra i 18 e i 34 anni), tuttavia mi ritrovo ad ammettere che questa tendenza ha dell’incredibile in generale. Infatti non è solo una questione di età, ma anche di luogo: il boom delle coltivazioni è avvenuto in città, negli orti urbani su terreni comunali o su terrazzi e balconi (che, nel nostro articolo, verranno considerati alla pari perché “Non possiamo di certo valutare un coltivatore in base alle sue misure catastali”).
Terrazzi che, a volte, diventano un vero e proprio giardino dell’Eden con tutte le specie necessarie per una cenetta niente male. Ecco perché anch’io, dopo una cena sul terrazzo coltivato, ho deciso di proporvi l’orto urbano.

BioEcoGeo_orto

 

Lo so, qualcuno si domanderà: luglio non è un po’ tardi per decidere di fare un orto? Forse sì. Ma se non arrivate mai puntuali, se vi piace stare all’aperto anche col fresco e se siete consapevoli che in autunno la verdura non cresce sugli scaffali dei supermercati, allora siamo perfettamente in tempo! Perenni ritardatari, questo post è per voi! E poi, detto tra noi, cosa posso farci se l’invito a cena è arrivato solo il 18 luglio?

Tornando a noi, ci sono tre fattori ora da considerare: l’esposizione al sole, i vasi da usare e gli ortaggi da coltivare.
La migliore esposizione è quella a sud, ma anche quella a est e ovest possono funzionare. Se il vostro terrazzo invece punta dritto a nord, lasciate stare. Sarebbe umiliante.
Stabilito che il terrazzo “vede la luce”, decidete come far crescere le piantine (per il momento niente semi…essere perennemente in ritardo, lo sappiamo, implica di dover scendere a compromessi).
Esistono numerose soluzioni per noi: l’orto portatile, quello verticale, quello idroponico o quello “riciclabile”. A voi la scelta: se lo spazio a disposizione è poco,  optate per un orto verticale o per i vasi. Oggi ce ne sono di tutti i tipi, ma i miei vasi preferiti rimangono quelli in lolla di riso: nascono dagli scarti e finiscono nel compost senza lasciare traccia.

BioEcoGeo_Vipot
Se invece, il catasto è stato benevolo con voi, considerate l’orto nei pallet! Belli, moderni e chic. Se siete pretenziosi e non vi accontentate mai…non potete perdere quelli con le rotelle: spostare l’orto da un angolo all’altro non ha paragoni!
Qualsiasi sia la vostra scelta, badate che il contenitore sia ben drenato (con fori sul fondo), altrimenti rischiate di veder ammuffire le vostre piantine nel giro di poche settimane (empiricamente provato). Ma attenzione però, le piantine ammuffiranno anche se le innaffierete troppo… d’estate, ogni sera, prima di uscire a cena, non dimenticatevi di bagnarle (il tramonto è il momento migliore).
Se, arrivati a questo punto, avete ancora lucidità ed energie a sufficienza per prendere qualche decisione, non vi resta che scegliere finalmente cosa piantare.
Con un pollice verde di questo tipo, e una guida come questa, direi di iniziare con qualcosa di semplice, per prendere la mano in vista dell’autunno e della prossima stagione estiva.
Erbe aromatiche: non vi tradiranno!
Quelle che vanno per la maggiore sono basilico, prezzemolo e erba salvia, ma tipi come noi possono anche azzardare con le più ricercate maggiorana, timo e menta. Le nostre ricette bio, fusion, macrobiotiche ma soprattutto i nostri Mojito non potranno più farne senza (#maipiùsenza).
Ora è tutto pronto. Non resta che mettere le mani nella terra. Ah, giusto…la terra! Fatevi consigliare dal vostro vivaista un buon terriccio (pensavate davvero di trovare consigli su questa rubrica?!?!), ma in linea di massima diffidate di quello universale. Scegliete un terriccio leggero, acido e ricco di ferro e sali minerali (no… il Polase non aiuterà le vostre piante. Usatelo voi, magari prima di andare a correre al Parco Montanelli).

Pronti?

Nella prossima puntata: coltivare cibo…dal cibo!
#stay tuned



Redazione

Bioecogeo non è solo una rivista o un sito bensì un progetto! Creare un modello di società più consapevole, forte della condivisione e diffusione di una cultura ambientale per il benessere del singolo individuo e del pianeta in cui vive.


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