Pfas, il veleno dal nome strano che minaccia il Veneto e non solo

miteniTalvolta il nemico ha nomi strani e per semplificarli gli diamo una sigla come per il Pfas. Ne sanno qualcosa i veneti che stanno per affrontare una delle emergenze ambientali e sanitarie più gravi degli ultimi anni.

Il territorio coinvolto da questo tipo di inquinamento è compreso la striscia tra Verona – Vicenza e Padova. Stiamo parlando di sostanze perfluoroalchiliche, che vengono utilizzate per impermeabilizzare tessuti o rivestimenti come Teflon e il Goretex, e, oltre ad essere considerate cancerogene, provocano danni al sistema endocrino.

Fino al 2011 della sostanza in questione non si conosceva quasi l’esistenza. Poi uno studio commissionato al Cnr dal Ministero dell’Ambiente ha rivelato che “nel bacino di Agno e Fratta-Gorzone sono state misurate concentrazioni di PFOA (uno dei PFAS) molto elevate che destano una certa preoccupazione”.

La fonte della sostanza inquinante, secondo l’Arpav Vicenza sarebbe la Miteni SPA, un’industria chimica sita nel comune di Trissino (VI). Secondo lo “Studio preliminare sui possibili effetti sulla salute, dell’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) nelle provincie di Padova Rovigo, Treviso, Venezia , Vicenza e Verona”  condotto dalla professoressa Marina Mastrantonio dell’Enea (L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e dal Dott. Paolo Crosignani, già direttore della unità operativa complessa di Epidemiologia ambientale e registro tumori dell’Istituto Tumori di Milano e dal Dott. Edoardo Bai del Comitato scientifico di Legambiente: “I dati sono fortemente indicativi di un rischio cancerogeno e di altre malattie per la popolazione esposta”. L’imperativo, secondo gli studiosi è quello di adottare provvedimenti cautelativi nei confronti della popolazione in quanto i dati in loro possesso parlano di danni alla salute già in atto.

Queste sostanze sono finite nell’acqua, e migliaia di cittadini sono a rischio. E non solo: come ha riportato Il Fatto quotidiano, durante una riunione tecnica svoltasi nella regione Veneto, si sarebbe accertato che gli alimenti veneti mettono potenzialmente a rischio tutto il Paese. Perché i Ptas sono entrati nella catena alimentare.

In questa delicata vicenda le agenzie regionali Avepa e Arpav hanno messo a disposizione dei droni in aiuto dell’ambiente e dei cittadini. Attraverso un’apposita convenzione firmata nei giorni scorsi sono stati infatti presi specifici accordi di collaborazione per l’utilizzo di un drone a fini di monitoraggio e controllo ambientali sul territorio della Regione del Veneto. Con una richiesta firmata dal vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e da deputati e senatori del M5S, è stato chiesto all’Istituto superiore di sanità di rendere noti i risultati del monitoraggio effettuato sulla popolazione veneta per determinare la concentrazione di sostanze perfluoroalchiliche nel sangue.

È un’emergenza ambientale di cui si parla poco. Troppo poco.

Noi di Bioecogeo la seguiremo passo dopo passo, con interviste e approfondimenti.



Stefania Divertito

Stefania Divertito, è giornalista d’inchiesta, specializzata in tematiche ambientali. Numerose le sue inchieste anche su argomenti delicati. Per citarne alcune: Uranio, il nemico invisibile; Amianto, storia di un serial killer; Toghe verdi, storie di avvocati e battaglie civili. Il suo ultimo lavoro è anche la sua sfida: un romanzo thriller con sullo sfondo il tema dello smaltimento illegale di amianto. Ha vinto il Premio Pasolini nel 2013 ed è stata cronista dell’anno nel 2004.


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