Cosa ha detto davvero il ministro dell’Ambiente Galletti

Ecco il testo integrale dell’intervento del ministro Galletti, con l’ambizioso riferimento al contenimento del riscaldamento globale medio sotto 1,5°C.

Ministo Galletti a COP21

Presidente, Ministri, Delegati
Dipende solo da noi il successo di questa COP e la definizione di un accordo che sia di tutti e che sia capace di assicurare a tutti i paesi un futuro migliore. Un futuro senza cambiamenti climatici fuori controllo con conseguenze incalcolabili e ingestibili. Un futuro solidale in cui tutti i paesi abbiamo le opportunità economiche e tecnologiche per una crescita sostenibile

Un futuro in cui la de-carbonizzazione dell’economia sia un obiettivo di medio termine non solo ambientale, ma sia soprattutto un nuovo modello di sviluppo sociale ed economico, portatore di be-nessere più diffuso e di equità fra i popoli.Dobbiamo lasciare Parigi con una intesa storica di responsabilità nei confronti delle future generazioni. Un’intesa di civiltà che ha tanto più valore in questi tempi ed in questa città, segnata quest’anno dall’odio cieco e dalla barbarie terroristica.

L’Italia, insieme ai paesi dell’Unione Europea, ha sempre sostenuto l’esigenza di una intesa ambiziosa. Oggi l’ambizione non è una opzione è una necessità perché non abbiamo più tempo per intese deboli. La Terra non ci da altro tempo; gli eventi estremi innescati dal surriscaldamento globale stanno causando con una crescita esponenziale di frequenza e intensità, vittime e danni crescenti in tutto il mondo.
Si deve e si puo’ essere ambizioni.

L’Italia, il mio Paese, lo dico con orgoglio, è fra i sottoscrittori del Protocllo di Kyoto e ha centrato gli obbiettivi che quel Protocllo si era dato. Abbiamo ridotto le emissioni del 20% e nello stesso periodo abbiamo cumulato una crescita economica del 43%

L’ambizione paga. L’ accordo che vogliamo deve essere efficace ossia deve prevedere meccanismi di revisione periodica dei target che tengano conto del mutare delle condizioni dei vari paesi e delle loro capacità, della loro crescita economica e degli shock interni ed esterni che li colpiscono. Deve essere un accordo in cui tutte le Parti siano in grado di ren-dicontare e riferire sugli sforzi fatti, per permetterci di misurare lo sforzo collettivo necessario per raggiungere l’obbiettivo di con-tenimento del riscaldamento globale.

Ma l’efficacia non basta. L’accordo che vogliamo deve anche essere solidale. Non puo’ quindi non raccogliere la richiesta che viene dai paesi piu’ vulnerabili di considerare lo scenario di limitare la crescita della temperatura di 1,5 gradi.

Per centrare questo obbiettivo sarà cruciale il ruolo della comunità internazionale per aiutare i paesi meno ricchi e in particolare i territori piu’ fragili: isole, deserti e montagne. L’Italia farà la sua parte. Come ha voluto sottolineare il nostro Presidente nel suo intervento all’apertura della COP: l’italia aumenterà’ il proprio contributo per la finanza internazionale per il ccambiameto climatico fino a 4 milardi di dollari negli anni tra il 2015 e il 2020 e si impegnerà per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Africa.

Voglio concludere questo mio intervento con le parole di Papa Francesco che con l’enciclica “Laudato Sì” ci ha dato un contributo morale altissimo sui temi ambientali. Il Pontefice ci ha detto che la sfida che abbiamo davanti è quella di una ecologia integrale ,“economica sociale e ambientale”, che ci consenta di “ridefinire il progresso”.
Noi possiamo farlo qui a Parigi, ridefinire il progresso per l’umanità, per costruire tutti assieme un futuro migliore.

Per tutti.



Emanuele Bompan

Emanuele Bompan è un giornalista e geografo. Si occupa di cambiamenti climatici, energia, green-economy, politica internazionale. Vive tra Washington DC, Milano e le montagne. Ha vinto per tre volte l’European Journalism Center Grant, il premio Giornalista per la Terra e la Middlebury Environmental Journalism Fellowship. Ha svolto reportage in 60 paesi, sia come giornalista che come consulente.


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