Gli “ex-alimenti”, per una mangimistica più sostenibile

Tra i vari modi in cui si applica un’economia circolare all’interno degli allevamenti, ne spicca una di cui si parla poco: l’utilizzo come mangimi di prodotti alimentari non più destinati al consumo umano.

Former Foodstuffs

Si chiamano “Former Foodstuffs”, o “Former Food Products” (FFPs) gli ex-alimenti che possono essere utilizzati nella mangimistica e che costituiscono una delle alternative a quelli convenzionali. La sovrappopolazione del pianeta ha spinto a scovare mangimi innovativi e sostenibili per gli animali da allevamento, così da evitare una rivalità tra alimentazione umana e animale.

Tra le soluzioni spiccano appunto i Former Food Products, definiti dall’Unione europea come “prodotti alimentari diversi dai rifiuti, che sono stati fabbricati nel pieno rispetto della legislazione alimentare dell’UE, ma non sono più destinati al consumo umano per motivi pratici e logistici o a causa di problemi di fabbricazione o di imballaggio, ma che difficilmente possono causare rischi per la salute se utilizzati come mangimi”. 

Cosa sono i “Former Food Products”

Questi prodotti includono principalmente le referenze da forno (pane, pasta, ecc.) e dolciarie (ad esempio cioccolatini, biscotti, ecc.) ed è per questo che tendenzialmente vengono utilizzati in sostituzione della fonte energetica, costituita nelle diete animali dai cereali.

Former Foodstuffs

Il loro utilizzo potrebbe non solo ridurre l’impatto ambientale e la competizione intersettoriale con il settore alimentare sull’utilizzo dei cereali, spiegano gli autori dello studio “Preserving global land and water resources through the replacement of livestock feed crops with agricultural by-products”, del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Milano, pubblicato sulla rivista scientifica Nature: “Ma anche porsi come potenziale soluzione al problema dello smaltimento di questi prodotti reintroducendoli nella catena alimentare e riducendo lo spreco in un’ottica di economia circolare“.

Tra le cause che possono portare i prodotti alimentari a essere respinti ci sono i difetti di produzione e conseguenti danneggiamenti, difetti di produzione di referenze con colorazione, aroma o etichettatura non corretta, le eccedenze legate alle festività o agli eventi sportivi, e le eccedenze per la cessazione di una linea di prodotti alimentari.

Gli ex-alimenti nella mangimistica

Gli ex-alimenti diventano mangimi a elevato valore nutrizionale dopo un opportuno processo: hanno un alto contenuto di zuccheri, amido e grassi quindi il loro utilizzo, seppur integrato nella dieta animale, è limitato a livello europeo. Sia perché è ancora oggetto di studio, sia perché queste soluzioni non bastano da sole a soddisfare la necessità nutrizionale quotidiana dell’animale e quindi vanno somministrati assieme ad altri mangimi.

A garanzia della qualità nutrizionale e della sicurezza, prima della somministrazione vengono analizzati dei campioni, così da avere una valutazione nutrizionale e un riscontro sulla digeribilità, inizialmente in vitro. In seguito, sono verificati in vivo nel contesto di una dieta equilibrata. I risultati finora sono promettenti e sembrano ottimali, soprattutto per la dieta di animali con un solo stomaco (monogastrici) come polli, conigli, suini.