Recycle Art

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Quando non si butta via nulla si possono fare anche miracoli. Anche la più piccola parte di un oggetto, quella infinitesimale, quella che pare assolutamente inutile e non utilizzabile, alla fine può avere un suo spazio e un suo ruolo. Può ritornare a nuova vita. Ci ha pensato un gruppo di artisti tedeschi, con Recycle Art, (vedi), recuperando, inizialmente, tutti i componenti provenienti dalle carcasse di auto o motociclette per saldarli tra loro e creare sculture originali e uniche. Con un’attenzione maniacale per il dettaglio unita a una fervida e unica creatività, il team ha dato vita ad autentici capolavori: un meraviglioso mondo di sculture, le cui dimensioni spaziano tra pochi centimetri e una decina di metri, fatto di fiori, animali, personaggi di fantasia, oggetti vari e complementi d’arredo, collocabili in una grande varietà di ambienti. Tanti oggetti ad abbellire ambienti interni o esterni, tanta creatività a servizio del riuso. In questa arte, recentemente spicca anche un artista colombiano, un genio che trasforma rifiuti in animali. Si tratta di Federico Uribe, classe 1962, con un progetto che fa riflettere sul rapporto tra uomo e natura. Nel progetto Animal Farm, una mucca nasce dalle suole delle vecchie scarpe da ginnastica, un asino riprende vita dai consumati tappi di sughero e un cane dalle mollette scolorite. L’arte dal riciclo di Uribe nasce dai ricordi d’infanzia, trascorsa nella fattoria di famiglia in un villaggio vicino Bogotà. La vita in campagna ha creato in lui una particolare sensibilità per il mondo naturale, per gli animali e per creature che ci circondano, amore che l’artista riversa nelle sue sculture di rifiuti, straordinariamente dettagliate. Da qui Uribe avrebbe successivamente frequentato l’Università di Los Andeas e studiato pittura a New York (oggi vive a Miami, in Florida).

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Oltre a questa iniziale fattoria allegra e colorata, Federico Uribe ha prodotto una seconda serie di sculture di arte dal riciclo, quelle che rappresentano trofei di caccia realizzati con proiettili. Il tutto per portare un’attenta riflessione a come l’uomo sia capace di distruggere un equilibrio complesso creatosi in milioni di anni, riempiendo il mondo di rifiuti e oggetti inutili, togliendo spazio alle creature che non possono parlare e comunicare. La pantera, la tigre e il leone ottenuti con i proiettili utilizzati, come moderni trofei messi in mostra di ritorno da un safari, simboleggiano la forza dell’uomo, capace di utilizzare le armi e distruggere le altre creature, per quanto maestose e feroci siano. Le volpi e le lepri, anch’esse realizzate con i proiettili, sono arte dal riciclo ma soprattutto sono un grido di dolore contro la prepotenza e la crudeltà dell’uomo, che per puro divertimento sacrifica gli animali selvatici. Oggetti che fanno un po’ sorridere ma anche riflettere. E questo è l’importante.

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Pagina facebook: https://www.facebook.com/FedericoUribeArt/

Sito web: http://federicouribe.com/work/

 



Simonetta Sandri

La volontà di condividere con i lettori la bellezza dell’universo resta per me la vera ragione della ricerca delle parole più adeguate per descrivere una meraviglia spesso indescrivibile. Perché, come il Principe Miškin ne L’idiota di Fedor Dostoevskij, anche io penso che la bellezza salverà il mondo.


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