Afghanistan, devastante terremoto: almeno 800 morti e migliaia di feriti

Un violento terremoto di magnitudo 6 ha colpito l’Afghanistan orientale nella notte tra sabato e domenica, seminando distruzione e morte nelle province di Kunar, Nangarhar e Laghman. Secondo il ministero dell’Interno afghano, il sisma ha provocato almeno 800 vittime e oltre 3.000 feriti, ma il bilancio è destinato a salire, mentre le scosse di assestamento continuano e molte aree montuose restano isolate.

Afghanistan terremotoAfghanistan: le province più colpite dal terremoto

L’epicentro è stato localizzato nella provincia di Kunar, vicino a Jalalabad, con i distretti di Nur Gul, Soki, Watpur, Manogi e Chapadare tra i più devastati. Le strade ostruite da frane hanno reso impossibile l’accesso via terra, costringendo i soccorsi a procedere per via aerea. Decine di case sono crollate, soprattutto nella valle di Mazar, mentre migliaia di famiglie hanno perso tutto.

«Era circa mezzanotte quando abbiamo sentito il sisma, è stato estremamente intenso», racconta Azam*, medico di 52 anni della provincia di Kunar. «Non riuscivamo nemmeno ad aprire la porta. È stato il crollo di una parete a permettermi di uscire. Se i miei figli fossero stati in casa con noi, non so se saremmo sopravvissuti».

Il terremoto ha colpito una popolazione già provata dalle piogge torrenziali e dalle alluvioni improvvise degli ultimi giorni, che avevano danneggiato case, infrastrutture e vie di comunicazione.

L’intervento delle organizzazioni umanitarie

Le autorità locali e il governo talebano hanno mobilitato le prime squadre di emergenza, ma le operazioni di soccorso risultano complesse. Decine di volontari si sono recati negli ospedali di Nangarhar per donare sangue, mentre la comunità internazionale si prepara a intervenire.

«Il violento terremoto aggiunge morte e distruzione a sfide già enormi come la siccità e il rimpatrio forzato di milioni di afghani», ha dichiarato Filippo Grandi, Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), chiedendo un sostegno immediato da parte dei donatori. Anche il segretario generale ONU, Antonio Guterres, ha assicurato che le Nazioni Unite “non risparmieranno sforzi per assistere le persone in difficoltà”.

Save the Children, presente in Afghanistan dal 1976, ha inviato squadre sanitarie nei distretti più colpiti e lancia un appello urgente alla comunità internazionale. «I minori e le loro famiglie hanno urgente bisogno di cibo, acqua pulita, riparo e beni di prima necessità», afferma Samira Sayed Rahman, direttrice Advocacy di Save the Children in Afghanistan. «Le case non sono progettate per resistere a scosse di questa intensità e i bambini sono i più vulnerabili dopo un disastro».

Afghanistan terremotoUna crisi dimenticata

Il terremoto si inserisce in un contesto già segnato da crisi umanitarie profonde: l’isolamento politico del Paese, le difficoltà economiche e le recenti catastrofi naturali. In molte zone, interi villaggi sono ora senza accesso a servizi sanitari, acqua potabile e abitazioni sicure.

Per questo le ONG chiedono un intervento rapido e coordinato, sottolineando come il sostegno internazionale non possa mancare di fronte a una tragedia che coinvolge migliaia di famiglie, di cui moltissime con bambini.

Come aiutare: chi vuole sostenere le operazioni di soccorso può contribuire alle campagne di raccolta fondi lanciate da organizzazioni come Save the Children, UNHCR e Croce Rossa, attive sul territorio afghano per fornire assistenza immediata alle popolazioni colpite.

* Nome modificato per motivi di protezione

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