Agricoltori, custodi dell’ambiente e del territorio

Parlano in molti di agricoltura e allevamenti. Ma sono in pochi a saperne qualcosa, e a conoscerne l’importanza. Ora, almeno, è passata la legge che ne riconosce l’insostituibile ruolo.

Agricoltore , una figura centrale per l’agricoltura e l’ambiente

La presenza di chi lavora la terra, radicata nel territorio in cui vive e lavora – oltre ad assicurare la produzione alimentare – contribuisce alla sua costante manutenzione, arginando il dissesto idrogeologico e contrastando i frequenti danni provocati dalle calamità naturali. Un ruolo che finora è passato un po’ sottotraccia, ma che ora è riconosciuto dalla Legge (e ha portato all’istituzione della Giornata nazionale dell’Agricoltura): agricoltore custode dell’ambiente e del territorio.

Agricoltori custodi del territorio

L’agricoltore e il riconoscimento normativo

“Lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano tutelano e sostengono la salvaguardia dell’ambiente e dell’ecosistema, nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 9 della Costituzione, anche attraverso il riconoscimento della figura dell’agricoltore come custode dell’ambiente e del territorio, che concorre alla protezione del territorio stesso dagli effetti dell’abbandono delle attività agricole nonché dello svuotamento dei piccoli insediamenti urbani e dei centri rurali e dal rischio idrogeologico“. È questo il contenuto dell’articolo 1 che riassume la ratio della nuova legge.

Sono definiti “agricoltori custodi” tutti gli imprenditori agricoli che s’impegnano in attività di tutela del territorio, come la manutenzione del paesaggio, la custodia della biodiversità e la lotta al dissesto idrogeologico. Fra i vantaggi e i criteri di premialità per gli agricoltori custodi, iscritti in un apposito elenco, spicca la riduzione dei tributi a carico dell’azienda agricola. E per coloro che si distinguono per la produzione di beni di alta qualità o per l’utilizzo di tecniche innovative e sostenibili è istituito un premio annuale.

Ma non è tutto. Le Regioni e gli enti locali possono contribuire a promuovere questa figura attraverso progetti, accordi e protocolli d’intesa. Inoltre, la seconda domenica di novembre sarà istituita la Giornata nazionale dell’Agricoltura, per celebrare il ruolo fondamentale di questo settore e diffondere la conoscenza delle sue funzioni ecosistemiche.

Agricoltori custodi del territorioUna figura indispensabile 

Gli agricoltori custodiscono il 55% del suolo nazionale e con il loro lavoro, oltre a quanto elencato sopra, arginano il dissesto idrogeologico. Quest’ultimo aspetto è un’emergenza nell’emergenza, perché gli eventi catastrofici che incidono sull’assetto idrogeologico del Paese si verificano con una frequenza sempre maggiore. Solo per citare gli eventi più recenti, nel 2023, dopo l’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna, la Toscana e le Marche con un impatto su un territorio molto vasto, si sono verificati altri eventi alluvionali che hanno colpito la Toscana e altre Regioni. Nel 2022, invece, erano state colpite le Province di Ancona e Pesaro-Urbino e successivamente Ischia. L’Italia è un Paese ad alto rischio per la sua morfologia e la sua costituzione geologica, ma se è questo si aggiunge il carico da novanta di una scellerata azione antropica, la situazione diventa fuori controllo.

Abbiamo un patrimonio naturale minacciato dalla cementificazione e dall’abbandono delle zone rurali e l’Italia, secondo un’analisi della Coldiretti, ha perso quasi 1/3 dei terreni agricoli nell’ultimo mezzo secolo, mentre la superficie agricola totale si è ridotta ad appena 16,5 milioni di ettari. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, a partire dai danni idrogeologici del territorio, passando al deficit produttivo del Paese, senza dimenticare la dipendenza agroalimentare dall’estero.

A difesa della biodiversità

Gli agricoltori contribuiscono anche a contrastare la perdita di biodiversità, in una situazione in cui dalle 8mila varietà di frutta presenti lungo la Penisola – spiega in una nota la Coldiretti – si è scesi a poco meno di 2mila e di queste ben 1.500 sono considerate in pericolo, anche per effetto dei moderni sistemi della distribuzione commerciale che privilegiano le grandi quantità e la standardizzazione dell’offerta.

Dalle Liste Rosse nazionali della flora dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) emerge che, in Italia, circa l’89% degli habitat di interesse comunitario si trova in uno stato di conservazione sfavorevole. Dei 43 habitat forestali italiani, ad esempio, 5 hanno uno stato di conservazione “criticamente minacciato” e 12 “in pericolo”.  Il 68% degli ecosistemi italiani si trova in pericolo, il 35% in pericolo critico. Il 100% degli ecosistemi è a rischio nell’ecoregione padana, il 92% in quella adriatica e l’82% in quella tirrenica.

Agricoltori custodi del territorio“L’agricoltura interessa più della metà della superficie nazionale e per questo l’Italia per difendere l’ambiente deve proteggere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne”, sottolinea Ettore Prandini, presidente di Coldiretti: “Occorre accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo che giace da anni in Parlamento e che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio”.

Le aziende agricole sono in prima linea nella produzione di cibo e quindi sottrarre terreni significa indebolire la sovranità alimentare del nostro Paese e l’economia nazionale, oltre che ridurre la produzione di prodotti agroalimentari inimitabili.