Al via gli incentivi sulle Comunità energetiche rinnovabili

A tre anni dal recepimento della direttiva europea Red II che le istituisce, le Comunità energetiche rinnovabili (Cer) potranno finalmente accedere agli incentivi economici promessi.

Il ministero dell’Ambiente ha infatti pubblicato il relativo decreto dopo aver ottenuto il necessario via libera prima dall’Ue e poi dalla Corte dei conti: sarà in vigore da oggi, anche se di fatto l’iter per la piena applicazione non è ancora finito.

Comunità energetiche

Come previsto dal decreto stesso, entro i successivi trenta giorni saranno approvate dal ministero, previa verifica da parte dell’Arera e su proposta del Gse, le regole operative che dovranno disciplinare le modalità e le tempistiche di riconoscimento degli incentivi; il Gse, in qualità di soggetto gestore della misura, metterà in esercizio i portali attraverso i quali sarà possibile presentare le richieste, entro 45 giorni dall’approvazione delle regole.

Potrebbe dunque essere necessario attendere ancora due mesi e mezzo, anche se per il ministro Pichetto ormai la strada appare tracciata: «Comunità energetiche rinnovabili e autoconsumo diffuso – commenta a caldo – sono due ingranaggi centrali della transizione energetica del Paese. Oggi siamo dunque ancor più vicini a questo atteso obiettivo, che potrà veramente dare una svolta per lo sviluppo delle rinnovabili in Italia, rafforzandone la sicurezza energetica e avvicinandoci agli obiettivi climatici».

L’obiettivo finale è promuovere l’installazione di 5 GW di nuovi impianti rinnovabili, quasi quanto tutti quelli installati nel corso dell’ultimo anno. I capisaldi degli incentivi per le Cer, come noto, sono due: da una parte una tariffa incentivante ventennale sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa, dall’altra un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili – destinato alle Cer nei Comuni entro i 5mila abitanti –, finanziato con 2,2 mld di euro dal Pnrr e cumulabile con la tariffa incentivante (valida su tutto il territorio nazionale).

Il soggetto gestore della misura è il Gse, che valuterà i requisiti di accesso ai benefici ed erogherà gli incentivi; su richiesta dei soggetti interessati, potrà verificare l’ammissibilità anche in via preliminare.

Il primo passo per accedere agli incentivi è individuare un’area dove realizzare un impianto rinnovabile – ad esempio fotovoltaico – di potenza massima pari a 1 MW, per poi costituire una Comunità energetica tra utenti connessi alla medesima cabina primaria (corrispondente territorialmente a circa 3-4 Comuni oppure 2-3 quartieri di una grande città); non necessariamente la Cer deve anche essere proprietaria dell’impianto, che può essere messo a disposizione anche da un solo membro oppure addirittura da un soggetto terzo.

Una volta autorizzato l’impianto, connesso alla rete e richiesto l’incentivo al Gse, l’energia condivisa all’interno della Cer – ovvero quella consumata dai membri mentre viene prodotta – può accedere alla tariffa incentivante.

Quando la produzione è superiore al consumo, alla Cer viene riconosciuto il valore economico dell’energia prodotta, senza ulteriori incentivi; in alternativa tale energia può anche essere accumulata tramite batterie, per poi essere utilizzata successivamente dagli utenti. In ogni caso è garantito un risparmio sui costi dell’energia per chi fa parte della Comunità, grazie a una maggiore autosufficienza.

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