L’orto Botanico Tsitsin di Mosca, magia nella magia

Ci sono tanti posti, a Mosca, dove poter passeggiare, leggeri e libri alla mano, fra alberi immensi e giardini fioriti. Una delle capitali europee più verdi, di che restare incantati da colori accesi e profumi intensi e unici. Se amate la natura e volete godervi una sensazione di aria pura e aperta a ogni pensiero, una meta ideale è sicuramente l’orto botanico Nikolai-Tsitsin di Mosca dell’Accademia Russa delle Scienze,  il più grande in Russia.

P1040943

 

Fondato il 14 Aprile 1945, fa parte del Dipartimento di Biologia dell’Accademia russa delle scienze e si estende su ben 130 ettari. Prende il nome dal suo primo direttore, il biologo Nikolaj Vasil’evič Tsitsin (1898–1980), che rimase a capo del meraviglioso complesso per 35 anni. L’orto presenta un parco immenso che si ispira alle residenze nobiliari russe del XVIII e XVIII secolo; di esso fa parte il complesso neoclassico della tenuta che fu della famiglia dei conti Šeremetev, una delle più ricche e influenti famiglie nobili della Russia, discendenti da Andrej Kobyla, boiardo di Mosca, vissuto alla corte di Ivan I, successivamente emigrata in Francia dopo la rivoluzione russa.

 

Nel parco, nell’aranciera e negli arboreti possiamo ammirare oltre 8.200 tipi di piante da tutto il mondo. Un tripudio della bellezza e dell’originalità della natura.

Vi è poi un angolo particolare, il Giardino dei Farmacisti, una delle parti più importanti del complesso dell’orto, inaugurata nel XVIII secolo e ricca di piante ornamentali e acquatiche. Ospita anche tre ricche e curate serre con piante sub-tropicali, tropicali e una raccolta di piante provenienti da diverse zone climatiche, oltre che molti giardini. Vi sono un salice bianco, considerato l’albero più vecchio del centro di Mosca, e un larice, piantato, secondo la leggenda, da Pietro il Grande. La collezione di piante esotiche nelle serre, costruite nella seconda metà del XIX secolo, provengono dal Giardino Botanico Gorensky, ideato dal Conte Razumovsky e dall’orto botanico creato da Demidov.

Tantissimi fiori, ovunque, il loro profumo delicato, note che vi danzano intorno, solo note, tante note in girotondo. Ovunque c’è musica, solo musica, sempre musica. Chi l’ascolta e chi la fa, chi la sente anche dove non c’è. Ognuno può suonare le sue note, ciascuno può giocare allegramente e spensieratamente con il suo spartito reale o immaginario. Terminato lo stupore del vedere come ci si possa lasciare andare alla musica in mezzo al traffico impazzito e a tante persone dalle mille culture e lingue, piedi e idee ci portano a entrare nel parco vellutato e ondeggiante. La sorpresa è la stessa di quando, da ragazzini, aprivamo il baule della soffitta delle meraviglie.

L’entrata è maestosa, come tutto qui, ci invade il colore, i fiori ci danno il benvenuto, quasi minuscoli esseri animati che sorridono alla nostra curiosità infinita. E’ un tripudio di colori e luccichii gioiosi, qualche giacinto sorride scherzoso, difficile capire dove girare il capo, destra, sinistra o ancora sinistra, dritto, dietro, davanti. Viole, iris, rose, calendule, fontane, il degno quadro di una favola. Un tulipano piega leggermente la sua corolla per indicarci la strada, un inchino, un saluto affettuoso che ci fa dirigere verso aiuole splendenti ovali, rettangolari, circolari, ovoidali; ogni forma ha un suo perché, quasi un disegno di un giovane angelo dispettoso che, come un giovane pittore, si è divertito e sbizzarrito a lanciare colori qua e là.

 

La natura è splendida, come ovunque, benevola e generosa nel regalarti emozioni forti e indimenticabili. Anche qui gli alberi, come scriveva Tagore, sono lo sforzo infinito della terra per parlare al cielo in ascolto. Il cielo ascolta i pensieri e i sogni che in questo posto magico abbiamo finalmente il coraggio di esprimere.

L’orto botanico viene considerato un vero monumento storico-culturale della capitale russa.

Natura pura. Da vedere.

Orto botanico Nikolai-Tsitsin, Metro Vladikino, via Botaniceskaya 4.

Sito (in russo): www.gbsad.ru

 

Fotografie di Simonetta Sandri



Simonetta Sandri

La volontà di condividere con i lettori la bellezza dell’universo resta per me la vera ragione della ricerca delle parole più adeguate per descrivere una meraviglia spesso indescrivibile. Perché, come il Principe Miškin ne L’idiota di Fedor Dostoevskij, anche io penso che la bellezza salverà il mondo.


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

3 × 1 =