Occhio al Ponte: nasce la rete civica per il futuro del Ponte San Michele

Nasce la rete “Occhio al Ponte”: partecipazione e territorio al centro

Un nuovo ponte sull’Adda è necessario, ma non a qualsiasi costo. Da questa consapevolezza nasce “Occhio al Ponte”, una rete che riunisce cittadini, associazioni, imprese, comitati ed enti locali con un obiettivo chiaro: partecipare attivamente alle scelte sul futuro del territorio.

Non si tratta di un movimento “contro”, ma di un’iniziativa che chiede un confronto trasparente con istituzioni e progettisti. L’obiettivo è garantire che il nuovo attraversamento migliori davvero mobilità, qualità della vita e sostenibilità, senza compromettere un equilibrio territoriale già fragile.


Una rete per informare e costruire alternative

“Occhio al Ponte” nasce per colmare un vuoto: quello dell’informazione e del coinvolgimento reale delle comunità locali. La rete promuove dati, analisi e proposte, chiedendo che le amministrazioni – a partire dai sindaci dei territori più coinvolti – siano ascoltate nei processi decisionali.

Il punto di partenza è chiaro: il ponte serve, ma deve essere parte di una visione più ampia. Un’infrastruttura non può essere progettata senza considerare gli impatti su viabilità, ambiente, salute e paesaggio.

Il progetto proposto  e le criticità

Il progetto sviluppato da RFI e Regione Lombardia prevede la realizzazione di un nuovo ponte stradale e ferroviario a circa 30 metri dal Ponte San Michele, con traffico aperto a veicoli, mezzi pesanti e treni merci, anche in orario notturno.

Una soluzione che solleva diverse criticità. Gli studi sul traffico commissionati da Provincia di Lecco e Comuni evidenziano un aumento significativo dei flussi locali: fino al +135% in alcune aree, con benefici quasi nulli sulla velocità media.
Più traffico significa anche più inquinamento atmosferico e acustico, maggiore pressione sui centri abitati e una riduzione della qualità della vita. A questo si aggiunge il rischio di svalutazione delle abitazioni e l’incertezza sulla futura manutenzione del Ponte San Michele, che non sarebbe più in capo a RFI.

Le richieste della rete

La rete “Occhio al Ponte” avanza richieste precise:

  • individuare una collocazione alternativa per il nuovo ponte
  • inserirlo in una pianificazione territoriale complessiva
  • tutelare il valore storico e paesaggistico del Ponte San Michele
  • evitare un aumento insostenibile del traffico, soprattutto pesante
  • proteggere i centri abitati e le attività economiche

In questa direzione si inserisce anche la proposta dei Comuni più coinvolti: mantenere il Ponte San Michele per uso ferroviario e ciclopedonale e realizzare un nuovo ponte viario più a sud, in una posizione meno impattante.

18 aprile: la manifestazione per il futuro dell’Adda

Per portare questi temi all’attenzione pubblica, la rete organizza una manifestazione il 18 aprile, promossa proprio da “Occhio al Ponte”. Un momento di confronto e partecipazione aperto a cittadini, istituzioni e stakeholder.

L’iniziativa vuole essere un segnale chiaro: le scelte infrastrutturali non possono essere calate dall’alto, ma devono nascere dal dialogo con i territori. Il futuro dell’Adda riguarda tutti e richiede responsabilità condivisa.

Un ponte che unisca davvero

“Occhio al Ponte” sintetizza così il proprio approccio: non un’opposizione pregiudiziale, ma un invito a “tenere d’occhio” le decisioni che segneranno il futuro del territorio.
La sfida è costruire un’infrastruttura che unisca davvero: non solo due sponde del fiume, ma sviluppo e sostenibilità, mobilità e qualità della vita, innovazione e tutela del paesaggio.

Iris Corberi
Specialista in comunicazione con oltre 15 anni di esperienza nel settore della sostenibilità ambientale. Nel corso degli anni mi sono occupata principalmente di progetti legati ad aziende sostenibili e progetti di CSR.