Smog: per evitare sanzioni UE, serve discontinuità col passato

Per le associazioni ambientaliste ClientEarth e Cittadini per l’aria, le dichiarazioni del Commissario Vella sono l’ennesimo monito per l’Italia che, ogni anno, conta 80mila morti premature.
“Il Ministro Galletti ha parlato di continuazione del dialogo con l’UE, ma il tempo delle parole è finito: bisogna agire per proteggere la salute dei cittadini”

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Per l’Italia, il deferimento alla Corte di giustizia europea è sempre più vicino e il rischio di forti sanzioni sempre più concreto. A causare questa situazione sono i livelli di inquinamento atmosferico fuori legge da anni, le gravi conseguenze sanitarie per i cittadini italiani e le politiche insufficienti messe in atto da Governo e Regioni.
È quanto emerge dall’incontro avvenuto questa mattina tra il Commissario UE all’Ambiente Karmenu Vella e i ministri dell’Ambiente di nove paesi membri, tra cui quello italiano Gianluca Galletti.

Secondo Karmenu Vella, infatti, le informazioni ottenute dai Ministri non sono tali da “cambiare il quadro di insieme” all’interno del quale l’Italia è sotto procedura di infrazione da parte della Commissione UE perché supera i limiti stabiliti dalla legge sia per l’inquinamento da biossido di azoto (NO2) che da particolato (PM10).
In particolare, «il nostro Paese ha già ricevuto il parere ragionato relativo alla prima procedura il 15 febbraio e quello relativo alla seconda il 27 aprile 2017. Il prossimo passaggio per entrambe le procedure sarà il deferimento dei due casi alla Corte di Giustizia Europea e, qualora gli sforamenti dovessero persistere, il nostro Paese rischia la condanna al pagamento di ingenti sanzioni pecuniarie.

«Il Commissario Vella non ha nascosto l’insoddisfazione con quanto presentato dai Ministri durante l’incontro» ha dichiarato l’avvocato di ClientEarth, Ugo Taddei. «Non è un caso che le nostre città siano le più inquinate del continente. In Italia infatti abbiamo uno dei parchi auto più vecchi e inquinanti d’Europa: solo per citare un dato, circolano ancora quasi 10 milioni di veicoli Euro 0, Euro 1 e Euro 2, modelli diesel estremamente inquinanti e dannosi per la salute».
«Per risolvere l’emergenza cronica causata dall’inquinamento atmosferico ed evitare le sanzioni – conclude Taddei – il Ministro Galletti dovrà fare ben altro che ‘continuare il dialogo’. I cittadini italiani hanno diritto a un deciso cambio di ambizione per poter finalmente respirare aria pulita».

BioEcoGeo_Gerometta Anna«Le dichiarazioni di Vella sono l’ennesimo monito per il nostro Paese che, ogni anno, conta 80mila morti premature a causa dell’inquinamento atmosferico, quasi un quarto del numero complessivo europeo. Una situazione di questa gravità può essere affrontata solo con un impegno e una determinazione coerenti col danno arrecato ai cittadini» ha dichiarato la presidente di Cittadini per l’Aria Anna Gerometta.
Per ClientEarth e Cittadini per l’Aria, l’incontro di oggi è anche l’occasione per rilanciare l’appello lanciato dalle due organizzazioni ai partiti per affrontare il tema dello smog durante la campagna elettorale in corso.
«C’è bisogno di discontinuità rispetto al passato, di coraggio nel prendere nuove misure» ha aggiunto Gerometta. «Due sono le direzioni da seguire. Da un lato, bisogna disincentivare drasticamente la combustione di biomasse (legna, pellet…) per il riscaldamento, dannosa sia per l’ambiente sia per la salute. Dall’altro, serve bandire il prima possibile i veicoli diesel dalle nostre città, sostenendo con adeguati finanziamenti e infrastrutture la mobilità sostenibile, l’uso del trasporto pubblico e la ciclabilità».

«È importante – conclude Gerometta – che tutte le istituzioni sostengano questi obiettivi: il nuovo Governo, ma anche le nuove Giunte Regionali, come quelle di Lazio e Lombardia, due delle zone più inquinate del Paese».
È stata proprio un’azione legale di Cittadini per l’Aria, sostenuta da ClientEarth, a spingere Regione Lombardia lo scorso aprile ad aggiornare il PRIA, il Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria. La procedura è ancora in corso. «Approvare un nuovo piano ambizioso in tempi brevi – commentano Taddei e Gerometta – sarebbe il segnale di una vera inversione di rotta, un modo per cambiare quel “quadro d’insieme” che è stato citato dal Commissario Vella e che oggi, purtroppo, è per i cittadini Italiani cupo e grigio».



Redazione

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