STMicroelectronics traduce la sostenibilità globale in azioni locali

STMicroelectronics traduce la sostenibilità globale in azioni concrete nei territori in cui opera. Neutralità carbonica e innovazione tecnologica anche nei siti di Agrate (MB) e Castelletto (MI).

STMicroelectronics è uno dei principali gruppi globali nel settore dei semiconduttori, con una presenza industriale e di ricerca diffusa a livello internazionale. In Italia, e in particolare nei siti di Agrate Brianza e Castelletto, la strategia globale di sostenibilità prende forma in scelte industriali, investimenti tecnologici e iniziative concrete sul territorio.
La direzione è chiara: neutralità carbonica entro il 2027 per le emissioni Scope 1 e 2 e parzialmente Scope 3. Un obiettivo ambizioso che sta orientando risorse e investimenti.
«Le nostre priorità sono guidate dalla Sustainability Charter, che mette al centro la creazione di valore a lungo termine» spiega Ivonne Bertoncini, Head of Sustainability Agrate Hub di STMicroelectronics. 

Nel 2024 il gruppo ha raggiunto l’84% di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili a livello globale, con l’obiettivo di arrivare al 100% entro il 2027. Parallelamente ha ridotto del 76% le emissioni provenienti dai gas di processo nocivi per il clima. La gestione dell’acqua rappresenta un’altra priorità: il tasso di riciclo idrico globale ha raggiunto il 54%, con un target del 60% entro il 2035.

Le sfide più complesse restano legate allo Scope 3, ovvero alle emissioni della catena del valore, e ai vincoli tecnologici legati all’uso di specifici gas nei processi produttivi. «Misurare e ridurre le emissioni della supply chain richiede una collaborazione senza precedenti con i fornitori» sottolinea Bertoncini.

Sostenibilità come leva industriale

In ST, la sostenibilità è un driver di innovazione. Le applicazioni a basse emissioni di carbonio – mobilità elettrica, energie rinnovabili, smart city, edifici intelligenti – rappresentano mercati strategici. Questo si traduce in scelte precise: il 100% dei nuovi prodotti segue criteri di ecodesign per minimizzare l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita. Sul fronte industriale, nel 2024 il 97% degli scarti globali è stato avviato a riciclo, mentre continuano gli investimenti in tecnologie per il recupero dell’acqua e l’efficienza produttiva. «Sostenibilità e innovazione sono integrate nel nostro modello di business in ogni fase della catena del valore» afferma Bertoncini.

Territorio e radici: dall’Italia al contesto locale

Se la strategia è globale, l’esecuzione è locale. Per STMicroelectronics, le radici italiane rappresentano un elemento strutturale del percorso di sostenibilità. «La nostra strategia è globale nei principi, ma locale nell’esecuzione».

Veduta aerea dello stabilimento di STMicroelectronics di Agrate Brianza.

L’Italia – in particolare le aree del nord e del centro dove sono presenti diversi siti produttivi e di ricerca – diventa un laboratorio in cui standard globali di protezione ambientale e responsabilità sociale si traducono in pratiche operative e relazioni con le comunità.
Il territorio non è considerato solo uno spazio produttivo, ma un ecosistema di competenze e collaborazioni: università, startup, partner tecnologici e istituzioni locali contribuiscono a rafforzare un modello in cui ciò che viene sperimentato a livello locale può diventare riferimento per altri siti nel mondo.

Persone, sicurezza e qualità del lavoro

La responsabilità sociale verso i dipendenti si articola su più livelli. Salute e sicurezza rappresentano il primo pilastro, con sistemi di gestione certificati ISO 45001 attivi in tutti i siti italiani e sottoposti a verifiche periodiche da parte di organismi indipendenti.
Accanto agli standard tecnici, l’attenzione si estende al benessere complessivo delle persone: programmi sanitari dedicati, accesso 24/7 a un servizio di supporto psicologico riservato, modelli di lavoro flessibili e percorsi di formazione continua.

Nei siti italiani è stata inoltre ottenuta la certificazione sulla parità di genere secondo la prassi UNI PdR 125:2022, a conferma di un impegno strutturato su inclusione ed equità nelle opportunità di carriera.
Nei poli di Agrate e Castelletto – che impiegano migliaia di persone – queste politiche si traducono anche in servizi di mobilità sostenibile, come navette aziendali per ridurre traffico e impatto degli spostamenti casa-lavoro, contribuendo al benessere quotidiano dei dipendenti.

Quando la sostenibilità diventa azione riconoscibile

«La sostenibilità diventa concreta quando si trasforma in beneficio tangibile per la comunità. Negli otto siti italiani di mia competenza tra nord e centro Italia – continua Ivonne Bertoncini – nel 2025 sono state realizzate oltre 100 iniziative STEM che hanno coinvolto più di 5.000 studenti. Più di 200 dipendenti hanno partecipato ad attività di volontariato durante l’orario di lavoro, grazie a un monte ore dedicato messo a disposizione dall’azienda».

A Castelletto, in provincia di Milano, già nel 2001 sono stati piantati circa 18.000 alberi autoctoni per compensare le emissioni di CO₂ e tutelare la biodiversità. Negli anni il sito ha ridotto il consumo di acqua di oltre il 60% rispetto al 2016. Ad Agrate, nel 2024, oltre il 39% dell’acqua è stato riutilizzato e il 99% degli scarti è stato avviato a riciclo e recupero.
La dimensione locale si esprime anche attraverso la ST Foundation, che coordina progetti educativi e scientifici volti a ridurre il divario digitale e favorire l’accesso alle competenze STEM.

Confronto e collaborazione: un approccio di sistema

Le sfide ambientali e sociali richiedono un “gioco di squadra”. In Italia il confronto con altre imprese del territorio si sviluppa attraverso workshop, tavoli di lavoro e collaborazioni con realtà come Assolombarda e Fondazione Sodalitas.
Tra i temi prioritari figurano la decarbonizzazione della supply chain e l’uso responsabile delle risorse idriche. Nel 2024 ST ha ottenuto la prima certificazione Alliance for Water Stewardship in uno stabilimento produttivo; il modello sarà replicato anche nello stabilimento di Agrate, con il coinvolgimento delle comunità locali e degli stakeholder.
«Crediamo che il distretto tecnologico lombardo possa diventare un laboratorio di sostenibilità d’avanguardia. In questa prospettiva, la collaborazione tra grandi aziende e PMI può contribuire ad accelerare il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030, trasformando la sostenibilità in un percorso condiviso e misurabile» conclude Ivonne Bertoncini.

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