DIRETE: sicurezza informatica e auto elettriche

BioEcoGeo_SicurezzaÈ ancora difficile rendercene conto e accettare la realtà, ma per proteggere noi stessi e le nostre cose ormai non bastano più sistemi di allarmi e porte blindate.
Sempre più spesso i crimini e le truffe ci colpiscono on line e puntano dritti verso ciò che di più caro e importante abbiamo: dati aziendali, album fotografici di famiglia, sistemi di controllo e piattaforme di condivisione dati.
Questo perché gran parte del nostro lavoro e dei nostri oggetti sono collegati a internet. Pensiamo ad esempio alle multinazionali che per tenere collegate le diverse sedi sparse per il mondo hanno bisogno di piattaforme da tenere tutte collegate oppure ai sistemi centralizzati di allarmi o infine a ciò che personalmente, nella nostra vita quotidiana, colleghiamo ad internet. Ad esempio l’auto elettrica.

Ecco perché all’evento Tesla Revolution, parteciperà anche DIRETE, la cooperativa nata sulle sponde del lago di Garda e cresciuta nel giro di pochi anni fino ad acquisire una notevole posizione nel settore delle telecomunicazioni e soprattutto della sicurezza informatica. «Oggi è fondamentale proteggere i nostri dati dalle possibili frodi che avvengono nel mondo di internet» afferma Stefano Costantini, uno dei soci fondatori della Cooperativa. «Quando siamo nati del 2003, il nostro obiettivo era mettere in rete la comunità civica e le aziende del comune di Desenzano. Negli anni siamo cresciuti e da quattro siamo diventati 15 e nel 2015 abbiamo chiuso con un fatturato di 5 milioni di euro».
Insieme al fatturato, è evidente che anche gli ambiti di competenza di DIRETE si siano allargati comprendendo l’integrazione dei sistemi informatici, l’assistenza ai clienti, la connessione internet attraverso banda larga o fibra ottica di altri operatori e sicurezza delle reti informatiche aziendali. «La sicurezza informatica non riguarda più solo le aziende, ma anche i singoli utenti della rete. Pensiamo solo al caso Cryptolocker (capostipite di una famiglia di malware, detti ransomware) che blocca i file personali degli utenti crittografandoli e rendendoli di fatto inaccessibili. Gli autori di Cryptolocker chiedono successivamente il versamento di una somma in denaro (di solito diverse centinaia di euro) per fornire la chiave privata utilizzabile per decodificare i file. E tutto questo con ottime strategie di marketing perché più passa il tempo e più la cifra del riscatto cresce fino a quando, in caso di non pagamento, i file vengono resi inutilizzabili».
Le auto elettriche hanno numerose funzioni collegate a internet. «Non proteggere i propri dati significa esporre a rischi inutili non solo il veicolo stesso, ma anche i passeggeri che sono a bordo». Ed è proprio di questo che DIRETE discuterà sabato 12 marzo a Verona in occasione della giornata di Tesla Revolution, il primo raduno italiano di possessori di auto Tesla.



Redazione

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