Bruxelles concorde all’unanimità sulle “direttive colazione”

Bruxelles concorde all’unanimità sulle “direttive colazione”: maggior trasparenza per l’etichettatura di miele, succhi di frutta e marmellate.

Con l’aumentare della sensibilità dei consumatori nei confronti della salubrità dei prodotti alimentari, la trasparenza delle informazioni nelle etichette rimane un tema caldo di dibattito all’interno del parlamento europeo.
Il 21 Aprile scorso, infatti, sono state riviste alcune norme, cosiddette “direttive colazione”, che regolano la composizione, la denominazione e l’etichettatura di particolari generi alimentari quali miele, marmellate e confetture, succhi di frutta, prodotti a base di cacao e cioccolato, estratti di caffè e cicoria, latte disidratato, zucchero.

L’obiettivo è quello di operare seguendo la strategia del’ Farm to Fork, ovvero “dal campo alla tavola”, ponendo attenzione all’intera filiera di produzione degli alimenti , a partire dal loro luogo d’origine, nell’ottica di responsabilizzazione del consumatore e di contrasto alla contraffazione dei prodotti Made In Italy.

Direttiva Colazione: cosa significa una maggior “trasparenza”  

Per il miele diventa obbligo di legge apporre sull’etichetta del prodotto il paese in cui è stato raccolto. Inoltre, qualora fosse composto da una miscela di mieli, è necessario elencarne i paesi di provenienza “in ordine decrescente in base alla proporzione che rappresentano nel prodotto finale”.
Per i succhi di frutta, le confetture e le marmellate, è d’obbligo specificare il Paese di origine della frutta utilizzata, o i paesi in caso fossero più di uno, indicati dettagliatamente in percentuale decrescente.

Per aumentare la consapevolezza del consumatore riguardo ai propri acquisti alimentari, Bruxelles richiede “un sistema di tracciabilità per la catena di approvvigionamento del miele che consenta di rintracciare l’origine del prodotto” e un laboratorio di riferimento per approfondire i controlli e individuare eventuali adulterazioni, a cui sarebbero esenti le piccole realtà produttive con meno di 150 alveari.

Per quanto riguarda i succhi di frutta, naturalmente contenenti zuccheri, è stato proposto di inserire in etichetta la dicitura “contiene solo zuccheri naturali” per i prodotti a cui non vengono aggiunti edulcoranti oltre a quelli già presenti e, visto la crescente sensibilità a riguardo, di specificare i prodotti “a ridotto contenuto di zucchero”.

Il tema dei rischi alla salute concausati dall’abuso di zuccheri è particolarmente delicato e dibattuto, per questo “le etichette dei prodotti alimentari a ridotto contenuto di zucchero non devono comunque contenere indicazioni su proprietà positive, come i benefici per la salute”.

Coldiretti esulta

Ettore Prandini, presidente nazionale della coldiretti appena rieletto, dichiara soddisfatto. «Il risultato della nostra lunga battaglia per la trasparenza dell’informazione ai consumatori ed una risposta all’86% degli italiani che reputa importante conoscere la provenienza dei prodotti alimentari che acquista al punto di pagarli qualcosa in più». A seguire il commento del presidente di Coldiretti Verona, Alex Vantini «Si tratta di un obiettivo importante sul piano della salute, dell’economia, dell’occupazione e dell’ambiente soprattutto per l’Italia che è il secondo produttore europeo di frutta e per Verona che vanta numeri da primato a livello regionale e nazionale».

I prossimi obiettivi della commissione europea

Bruxelles vuole estendere le norme per un’etichettatura maggiormente particolareggiata anche per il settore ortofrutticolo, in particolare frutta secca (noci, mandorle, nocciole, pinoli, ecc.), fichi secchi, uva secca, agrumi secchi, banane, funghi non coltivati, zafferano e verdura in busta. Risulta essere necessario, infatti, rendere ben visibile al consumatore l’origine di tali prodotti all’interno dello spazio concesso in etichetta, soprattutto se provenienti da paesi esteri.

Il regolamento dedicato è già pubblicato nella gazzetta ufficiale ed entrerà in vigore a partire da Gennaio 2025.