Downhill, biciclette per rilanciare l’economia montana

Il downhill, la discesa su tracciati sterrati su mountain bike bi-ammortizzate (fully bikes) è passato da essere uno sport di super nicchia per skaters e acrobati ad un divertimento che si accinge a diventare popolare, un po’ come lo sci invernale. Noi siamo andati a provarlo dagli Usa all’Alto Adige per capire come la bikeconomics si può sviluppare anche attraverso questa curiosa, adrenalinica pratica

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USA. Downhill, l’estate dello sci.

Josh prende l’elmetto, inforca la bici e sfreccia giù lungo il pendio di Mammoth Mountain. Arrivato davanti alla pedana “Northshore” non esita un secondo. La manovra è rapidissima, spinge con tutta la sua forza sui due ammortizzatori e si prepara al salto. Peso ben bilanciato e piedi fermi sui pedali in parallelo, ammortizzandosi sui 160 mm di forcella FOX. Per continuare la corsa tra sassi e radici, fino alla prossima pedana, al prossimo salto.

Siamo a Mammoth Lakes, California, vero paradiso per bikers. Centinaia di chilometri di sentieri e piste dedicate, alcune spettacolari per professionisti, altre tranquille per i principianti. Ma non pensate alla solita bicicletta caricata sulla seggiovia, nella speranza che non cada o a sentieri mal segnati… Qua piste ed impianti sono progettati intorno alla bicicletta , con alcune seggiovie dedicate alle piste per principianti, con tanto di istruttori che ti insegnano a saltare, piegare, prendere rocce e radici a tutta velocità. Sentieri con curve larghe, a cunetta e piccoli salti per prendere confidenza nell’arte del freeride/downhill si alternano a piste nere, violentissime, con drop, salti e rampe verticali per chi non teme la velocità.

«Abbiamo riempito al meglio la stagione vuota dello sci valorizzando impianti e noleggi sci, che d’estate si convertono in scuole da downhill, officine per bici. Gli impianti oltre i classici trekker sono studiate per portare con agilità un numero impressionante di bici», spiega Micheal Vanderhurst, responsabile della promozione turistica di Mammoth Lakes.

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Meno impattante dello sci (basta un sentierino), molto più divertente (gomme!!), non necessariamente più facile (provate voi le discese delle piste nere) e altrettanto costoso (la Ghost Kato FS3, il modello dell’autore, costa intorno ai 1500€, ed è una entry level).
«Per aprire anche alle famiglie abbiamo sviluppato percorsi boschivi in discesa,tranquilli ma divertenti, con bus che riportano alla sommità. Così anche bambini di 5-6 anni possono cimentarsi con questo nuovo sport», spiega Micheal mentre ceniamo sulla terrazza del classico Tamarak Lodge (vere cabine stile anni ’30!). L’ambiente di Mammoth richiama quello tipico dell’immaginario dell’outdoor americano. I boschi di pini e sequoie, i mashmallow, i cestini da picknick e gli orsi che vanno a curiosare per scovare qualche leccornia. E non è difficile vedere uno di questi plantigradi, tra i più. Per chi ama la bicicletta storica, Mammoth offre anche il giro di Bodie, California, una delle poche vere ghost town della Corsa all’oro. Immaginate i vecchi saloon, con le prostitute, i cowboy, la bella Lucy, la più cara della città. Centinaia di Saloon, negozi, bordelli, hotel e case di ogni tipo, dalle splendide case coloniali a due piani alle baracche. Se proprio non avete voglia di consumare pastiglie dei freni e mettere a dura prova i vostri ammortizzatori, l’importante è avere alternative.

Plan Corones, Alto Adige

MTB Freeride Kronplatz-Plan de Corones: golossissimo set di 4 percorsi senza maledetti pedoni, dal facile (test trial) al difficile, il Freeride Trail Herrnsteig, 8 km di radici, sassi, spazi flow e curve disegnate ad arte. Punto di partenza: Vetta del Plan de Corones (2.275 mt), con vista mozzafiato e arrivo nei numerosi impianti di valle, dal passo Furcia a Valdaora o Piz de Plaies.Il più divertente ed intermedio è il Freeride Trail Furcia.Un parco pensato per attirare giovani in una regione che cerca di attirare giovani nella stagione estiva. Che non disdegnano la sfida: musica techno nelle orecchie e giù senza toccare troppo i freni: paraboliche perfette per mettersi quasi orizzontali. Aperto già da 4 anni, il parco opera un continuo miglioramento dei percorsi e dell’offerta integrata di noleggi, bikehotels e guide, per allargare l’occupazione e l’offerta.

Downhill rulez

«Abbiamo deciso di supportare il turismo in bicicletta per avere un offerta completa, incluso il downhill», spiega il general manager dell’Alpinhotel Keil di Valdaora,membro Bikehotels.«Io stesso sono una guida e disponiamo di bici biammortizzate: il proprietario è una guida e l’hotel ha bici a noleggio a disposizione di buona qualità».

Sellaronda, 4 passi in bicicletta.

Il Sellaronda MTB TOUR è un’escursione guidata in mountain bike intorno al maestoso massiccio del Sella, nelle Dolomiti. Da fare obbligatoriamente con l’accompagnamento da parte di esperte guide di mountain bike, è uno dei giri più esaltanti, soprattutto da prenotare in maggio e giugno. Grazie al trasporto della bici con gli impianti di risalita ai quattro passi dolomitici – Gardena, Campolongo, Pordoi e Sella – è possibile fare il giro del massiccio del Sella in mountain bike in una sola giornata. Si parte da una delle località intorno al Sella (Selva Gardena, Corvara, Arabba, Canazei o Campitello di Fassa). Le discese a valle avvengono per lo più su single trails e seguono solo parzialmente la strada. Qualche tratto off road (a maggio abbiamo persino trovato la neve) e un sacco di ostacoli divertenti e rifugi dove mangiare canederli e zuppe di cipolla in abbondanza.

Il percorso (tenuto benissimo), che include anche un sentiero flow in discesa dal passo Gardena (con deviazione alla ferrata Tridentina ), in senso orario, si estende per 58 Km, con un dislivello di 3.730 m (dislivello netto da pedalare 450 m). Mentre in senso antiorario percorrete 53 Km e 3.250 m (dislivello netto da pedalare 900 m) di dislivello. Una strategia che, grazie anche ad eventi come Sellarono Hero, ha rilanciato il turismo nelle stagioni limitali (maggio, ottobre), aumentando le visite e le notti vendute.

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Per attirare i più giovani si sono attestati su prezzi contenuti: 75,00 euro, compreso l’accompagnamento di Guida di Mountain Bike e tessera per impianti di risalita.

Per diversicare ci sono anche alcuni tour alternativi come il Sellaronda Gravity TOUR, con una maggiore dose di adrenalina, il Sellaronda E-Bike tour, uno spettacolare tour panoramico guidato con la “mountain bike elettrica” intorno ai quattro passi dolomitici di Gardena, Campolongo, Pordoi e Sella. E per i più golosi anche il Sellaronda Gourmet Tour, fermarsi lungo i sentieri dolomitici e mangiare scegliendo uno o più portate da un apposito menù messo a punto dalla nutrizionista Adelheid Larch di Merano. Anche nella vicina val d’Ega



Emanuele Bompan

Emanuele Bompan è un giornalista e geografo. Si occupa di cambiamenti climatici, energia, green-economy, politica internazionale. Vive tra Washington DC, Milano e le montagne. Ha vinto per tre volte l’European Journalism Center Grant, il premio Giornalista per la Terra e la Middlebury Environmental Journalism Fellowship. Ha svolto reportage in 60 paesi, sia come giornalista che come consulente.


5 thoughts on “Downhill, biciclette per rilanciare l’economia montana

  1. marino

    che la bici sia meno impattante dello sci, avrei qualche perplessità, anche semplicemente dal punto di vista “fisico”; le gomme, le frenate, la velocità etc. sul terreno “così come è”, senza neve; nel parco naturale dove abito, i sentieri sono diventati strade vere e proprie per evitare buche, pozzanghere radici. Ed anche dal punto di vista economico. Sono per discuterne con grande tranquillità ma fuori dalle mode, dalle tendennze e dagli esempi non proprio “confacenti”i nostri luoghi ed i nostri monti.
    buon lavoro
    m.ferrari

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    1. Emanuele BompanEmanuele Bompan Post author

      ciao Marino,

      io penso sopratutto alla superficie di alberi che possono essere riforestati sulle piste da sci. Se i sentieri sono diventate strade per evitare buche, pozzanghere e radici….beh quello non è downhill! il DH si pratica su sentieri dedicati, possibilmente vietati ai pedoni (così come non si fa sui sentieri per camminatori). Si usano sentieri che sono manutenuti dai forestali (per minimizzare qualsiasi tipo di erosione). Sull’impatto delle gomme hai ragione, ha meno impatto camminare. Ma sicuramente la pista da sci è peggio!

      la bicicletta di moda e tendenza? magari!

      PS dove abiti?

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  2. giorgio nembrini

    invece di sprecare energie a riservare percorsi esclusivi a piedi o in bici cosa molto antidemocratica sprechiamo piu energie per togliere le moto da enduro dai sentieri

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    1. Matteo Fumagalli

      Diseducativo a mio parere incentivare questo tipo pratica, non tanto se fosse limitata a percorsi dedicati (utopia) ma perché purtroppo sempre più praticata in sentieri comuni (tra l’altro mantenuti in essere solo dal gratuito lavoro di volontari CAI) che vengono dissestati dal violento passaggio di questi bolidi che, sgommando, frenando, drenando, arrecano indubbio danno al tracciato del sentiero oltre che costituire un oggettivo ed innegabile pericolo per gli escursionisti a piedi. Non sono parole a vuoto, Vi invito a verificare di persona per esempio nella mia zona (Monte di Brianza, prealpi Lecchesi). Un saluto, Matteo Fumagalli

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