La siccità avanza in Europa e in Italia tra razionamenti, invasi vuoti e reti colabrodo. Intanto, il consumo di suolo continua senza freni. Il WWF chiede misure urgenti e strutturali per affrontare la crisi climatica e proteggere il bene più prezioso: la terra.
Desertificazione e siccità: una crisi silenziosa ma devastante
La desertificazione e il degrado del suolo colpiscono già oggi 1,6 miliardi di ettari e coinvolgono direttamente oltre 3 miliardi di persone. Sono fenomeni che aggravano povertà, insicurezza alimentare, migrazioni forzate, scarsità d’acqua e perdita di biodiversità. Non solo nei deserti: anche in Italia alcune aree sono a rischio, soprattutto nel Sud. La siccità, un tempo episodica, è ormai cronica in molte regioni del mondo.
L’Italia ancora senza un piano operativo
Nel 2023 è stato approvato il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, ma da allora nessuna misura concreta è stata avviata. Eppure, la disponibilità di acqua in Italia è calata del 19% negli ultimi 30 anni (dati ISPRA) e i consumi nei settori civile, agricolo e industriale continuano a salire. Serve una pianificazione integrata, aggiornata ai dati reali, che tenga conto del bilancio idrico e garantisca il deflusso ecologico nei fiumi.
Emergenze diffuse, gestione frammentata
A metà maggio, il 40% del territorio europeo era in condizioni di siccità: dalla Francia al Mar Baltico, dalla Turchia all’Italia, con impatti sulla produzione agricola e sull’approvvigionamento idrico. In Sicilia, ad esempio, si ricorre sempre più a razionamenti e soluzioni straordinarie, ma il vero problema è la cattiva gestione: 47 invasi, solo 30 operativi; reti idriche che perdono oltre il 55%; dissalatori nuovi dove già ne esistevano di abbandonati. Mancano visione e governance efficace.
Il consumo di suolo: la minaccia ignorata
Altro grande assente nelle politiche italiane è la lotta al consumo di suolo. Secondo l’ISPRA, nel 2023 si sono persi circa 20 ettari di suolo al giorno, convertiti in edifici e infrastrutture spesso superflue. Questo fenomeno aggrava gli effetti della crisi climatica, amplifica le isole di calore e riduce drasticamente la resilienza dei territori. Eppure, da 13 anni si parla – senza risultati – di una legge nazionale per fermare il consumo di suolo.
Verso il “bilancio zero” del consumo di suolo
Il WWF chiede un cambio di passo: è necessario approvare al più presto una norma che introduca il principio del “bilancio zero del consumo di suolo”. Significa non occupare nuove aree e recuperare quelle già degradate. Secondo ISPRA, nelle aree urbane italiane ci sono oltre 310 km² di edifici inutilizzati: una superficie pari a Milano e Napoli messe insieme. Riqualificare queste zone significherebbe anche rafforzare l’adattamento al cambiamento climatico.
Agire adesso, insieme
La crisi della siccità e del degrado del suolo è globale, ma richiede risposte locali, partecipate, integrate. Superare le logiche emergenziali, affidarsi a dati scientifici, coinvolgere le comunità: sono i pilastri per una transizione sostenibile. Come ricorda il WWF, “abbiamo gli strumenti, ma serve un’umanità pronta a collaborare per il bene comune”. Il tempo per agire è adesso.












