La potenza delle associazioni e di chi scende in piazza per dire no. Sono partiti da Bologna, Napoli, Casale Monferrato, Bari per rispedire al mittente, al ministero del Lavoro, il decreto con il quale stanzia una tantum 5.600 euro per agli ammalati di mesotelioma.

BioEcoGeo_eternit

Una notizia apparentemente buona – quella di destinare finalmente un risarcimento, un aiuto economico, alle vittime dell’amianto, indipendentemente dal tipo di esposizione (lavorativa o ambientale) ma il decreto del ministero del Lavoro e soprattutto la circolare dell’Inail nasconde una serie di specifiche che hanno fatto saltare dalla sedia le associazioni delle vittime.
Anche tralasciando la cifra esigua (5.600 euro), essa viene attinta dal Fondo nazionale vittime amianto. In sostanza si tolgono soldi ai parenti delle vittime professionali per poter dare poche briciole agli ammalati.

Non solo: i soldi vengono elargiti una tantum e per tre anni, dal 2015 al 2017. Ne avrà diritto solo chi – ammalato – avrà compilato l’apposita domanda. La circolare è stata diffusa il 6 novembre. Manca poco più di un mese alla conclusione dell’anno e purtroppo tante persone si sono ammalate e sono già morte nel 2015. Per loro, per le loro famiglie, nessuna ricompensa. Una disparità di trattamento che ha mobilitato le associazioni, Afeva in testa, che oggi sono venute a Roma. Bioecogeo era tra di loro. «Ci sono morti di serie A e di serie B», ci ha detto Bruno Pesce, storico portavoce dell’Associazione di Casale Monferrato e nella delegazione ricevuta dal capo di gabinetto del ministero del Lavoro.

Risultato? «Apriremo un tavolo tecnico per avviare una revisione del testo – ci raccontano da Voci della Memoria – è un risultato importante che ovviamente rappresenta un piccolo passo. Bisogna eliminare questa disparità di trattamento ma dobbiamo riconoscere che per la prima volta vengono considerati anche gli esposti ambientali. Ora è necessario riformare questo testo e dare pari dignità a tutti».