In America oltre 290 milioni di visitatori all’anno varcano i gates dei siti naturali generando introiti economici in ogni modo. In Italia sono un tesoro che non sfruttiamo. Perché?
Di Emanuele Bompan

[dropcap]Q[/dropcap]uest’anno i parchi americani compiono il centesimo anniversario e si tirano alcune somme. I parchi nazionali sono più di 400 in tutto il paese, attirano oltre 290 milioni di visitatori e secondo Obama: «La futura prosperità degli americani dipenderà dalla leale gestione dell’aria che respiriamo, dell’acqua che beviamo, della terra che seminiamo. È una fede sacra».
Ma se in America i parchi sono un paziente importante (nonostante mostrino alcuni segni di indebolimento) la situazione in Italia è ancora peggiore, sia per la scarsità strutturale di fondi, sia per la pessima governance amministrativa e le infiltrazioni criminali nelle direzioni di alcuni parchi.
Sul nuovo numero di BioEcoGeo (in edicola dal 15 novembre) abbiamo analizzato budget, organigrammi e intervistato addetti ai lavori e ne è uscito un quadro completo dello stato di salute dei parchi poco rassicurante. Purtroppo.
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