Giornata dei Diritti degli Animali: il caso degli allevamenti dei polpi

Il 10 dicembre si celebra la Giornata Internazionale dei Diritti degli Animali, un momento dedicato alla riflessione sul valore intrinseco di tutte le forme di vita e sul riconoscimento, ormai sancito in molte normative, della loro senzienza.
Eppure, come ricordano diverse associazioni che si occupano di benessere degli animali, tra le dichiarazioni e la realtà c’è ancora un divario enorme.
Mai come oggi, questa distanza appare evidente: mentre celebriamo la loro sensibilità, debuttano nuovi progetti che trasformano gli animali in prodotti dell’industria, ignorandone bisogni, biologia e dignità.

Tra questi, uno dei simboli più controversi è il progetto – oggi ancora in attesa di approvazione – del primo allevamento intensivo di polpi al mondo.

Il caso Nueva Pescanova: un milione di polpi l’anno

Nel 2021 l’azienda spagnola Nueva Pescanova ha annunciato la volontà di creare a Gran Canaria un impianto capace di allevare e macellare circa un milione di polpi l’anno.
Secondo l’ultimo report di Compassion in World Farming, The Growing Threat of Carnivorous Aquaculture, l’impatto sarebbe enorme: produrre 3.000 tonnellate di carne di polpo richiederebbe fino a 28.000 tonnellate di pesci foraggio, pari a 2 miliardi di pesci nel primo anno e fino a 7 miliardi entro il 2040.

Un paradosso: allevare una specie carnivora significa sottrarre agli oceani risorse marine già sovrasfruttate, privando intere comunità costiere del loro principale sostentamento alimentare.

Diritti degli animali: parole scritte… e parole disattese

Nonostante leggi e dichiarazioni, oggi troppo pochi sanno davvero cosa significhi parlare di diritti degli animali. La contraddizione è evidente: abbiamo riconosciuto la loro sensibilità, ma continuiamo a spingere verso modelli produttivi che li ignorano completamente.

Il polpo è un caso emblematico in quanto è riconosciuto come:

  • animale senziente;

  • dotato di straordinaria intelligenza e capacità cognitive;

  • essere solitario per natura;

  • curioso, esploratore, incline a un’interazione non forzata con l’ambiente.

E proprio per questo è un animale che, più di molti altri, non può essere allevato in un sistema intensivo senza sofferenza estrema.

Studi precedenti hanno documentato: tassi elevati di mortalità, aggressività e cannibalismo, automutilazione dovuta allo stress, forte sofferenza in vasche sovraffollate e prive di stimoli.

Per non parlare della macellazione prevista: immersione in acqua e ghiaccio, un metodo considerato altamente doloroso e non etico dagli esperti.

Una nuova frontiera dell’acquacoltura – e un nuovo rischio per gli oceani

Il report CIWF evidenzia che l’allevamento di specie carnivore è già oggi uno dei settori più problematici dell’acquacoltura.
Secondo i dati internazionali:

  • entro il 2040 gli allevamenti carnivori nell’UE cresceranno del 30%;

  • il fabbisogno di pesci foraggio potrebbe aumentare del 70%, fino a raggiungere 192 miliardi di pesci catturati ogni anno;

  • il 90% del pesce destinato ai mangimi proviene da Africa occidentale, Sud America e Asia: regioni dove migliaia di famiglie dipendono direttamente dalla pesca locale.

In questo scenario, aggiungere una nuova specie carnivora – il polpo – non è una necessità alimentare, ma un rischio strutturale per gli oceani e per le comunità più vulnerabili.

10 dicembre: la giornata che ci ricorda che i diritti sono più che parole

La Giornata Internazionale dei Diritti degli Animali nasce per ribadire che ogni creatura ha un valore in sé, non determinato dalla sua utilità per l’essere umano.
E allora, mentre celebriamo questa ricorrenza, è impossibile ignorare ciò che accade fuori dalle dichiarazioni ufficiali.

Per questo CIWF ha lanciato l’impegno globale Keep Them Wild, chiedendo ai governi, compreso quello italiano, di bloccare gli allevamenti intensivi di polpi; limitare l’espansione dell’acquacoltura carnivora e proteggere gli oceani e i pesci selvatici da uno sfruttamento insostenibile.

Un modello da ripensare

Il primo allevamento di polpi non è solo un progetto industriale: è un simbolo.
Un simbolo del divario – ancora enorme – tra ciò che affermiamo come società e ciò che realmente facciamo agli animali.

Se la Giornata dei Diritti degli Animali ha un senso, sta proprio qui: nel ricordarci che gli animali non sono risorse da ingegnerizzare, ma esseri viventi complessi, parte della biodiversità e degli ecosistemi da cui dipende anche la nostra sopravvivenza.

E che non esiste sostenibilità possibile se continuiamo a ignorare il loro diritto a vivere la vita per cui sono nati: selvatici, non allevati.

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