Isola di Dino: rimosse sette tonnellate di rifiuti dai fondali marini

Il 24 ottobre si è conclusa la fase operativa del progetto di rimozione rifiuti nei fondali marini dell’Isola di Dino, in un’area protetta NATURA 2000, finanziato dalla Regione Calabria con i fondi del POR Calabria destinati ad azioni di conservazione e tutela degli habitat marini e costieri.

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«In uno dei litorali più suggestivi per la bellezza del paesaggio e la ricchezza della biodiversità si è concretizzata una delle numerose azioni per la conservazione e la tutela degli habitat e delle specie della rete Natura 2000» dichiara Antonella Rizzo, Assessore regionale alla Tutela dell’Ambiente.
«Il contrasto alla  minaccia rappresentata dalla plastica e dalle microplastiche per le nostre coste e il nostro mare è una sfida quanto mai attuale e perciò l’intervento di pulizia dei fondali dell’Isola di Dino, condotta con le competenze e l’esperienza maturate da Italia Nostra, è un primo tassello di un insieme di azioni coordinate che si  inseriscono in un più ampio quadro di interventi per la tutela dei mari dall’inquinamento e per la  conservazione della aree della rete Natura 2000.»

«Italia Nostra, grazie alle sinergie messe in atto con la Regione Calabria e al finanziamento ottenuto (€40.000), ha realizzato un intervento unico in tutta Italia – dichiara  Roberto Laprovitera, presidente della Sezione Alto Tirreno Cosentino di Italia Nostra – sia per impatto e quantità dei rifiuti rimossi dai fondali marini, sia per il significativo contributo dato alla tutela e conservazione degli habitat marini. Si è trattato di un intervento che ha richiesto un iter autorizzativo complesso, con una Concessione Demaniale da parte del Comune di Praia a Mare e l’Autorizzazione allo svolgimento delle operazioni subacquee da parte della Capitaneria di Porto di Maratea. L’area d’intervento, preventivamente individuata con sopralluoghi fotografici realizzati nel 2016 dalla nostra sezione, si estende per circa 60.000 mq, tutti all’interno del perimetro del SIC.»

«Siamo molto orgogliosi di questo progetto – spiega Teresa Liguori, vice presidente nazionale di Italia Nostra – non solo perché ha conseguito importanti risultati ambientali, ma anche perché è stata un’esperienza innovativa di applicazione del principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 118 della Costituzione Italiana, che ha permesso alla nostra Associazione di operare in sinergia con la Regione Calabria, mostrando a tutti voi il volto della Calabria migliore, quella che tutela, salvaguarda, custodisce, difende e non consuma il patrimonio naturale e paesaggistico.»

L’intervento di rimozione dei rifiuti, della durata di 16 giorni a decorrere dal 1 ottobre, è stato realizzato da subacquei esperti con l’appoggio anche di imbarcazioni dotate di gru e ha riguardato i fondali attorno all’Isola di Dino. In totale sono stati recuperati e portati a raccolta differenziata ben 6.720 kg di rifiuti, di cui: 3.020 Kg di pneumatici; 2.960 rifiuti plastici; 740 rifiuti indifferenziati. I rifiuti rimossi, tutti localizzati tra 1 e 10 metri di profondità, sono principalmente pneumatici, materiali plastici, cime, reti da pesca e corpi morti di imbarcazioni abbandonati generati da turismo, pesca, scarichi remoti trasportati dalle correnti e discarica in mare, presumibilmente volontaria.

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«La raccolta ha mostrato che una grande quantità di plastica – spiega Adriano Paolella, consulente scientifico di Italia Nostra – è presente nei nostri fondali, confermando che le valutazioni elaborate da enti di ricerca nazionali e internazionali sono molto fondate se non addirittura sottostimate. Inoltre la dislocazione e le quantità rimosse fanno presumere che anche a profondità superiori si possano trovare quantità significative di rifiuti.»

La rimozione ha portato un immediato miglioramento del posidonieto, eliminando le cause dirette del degrado e, data la visibilità dei rifiuti presenti a basse profondità, ha prodotto un beneficio d’immagine e vantaggi alle comunità locali. In coerenza con quanto già realizzato in altri siti italiani e stranieri, i materiali inerti trovati, giudicati non fonte di inquinamento e già colonizzati da specie vegetali e animali, sono stati lasciati in situ per non compromettere negativamente l’equilibrio dell’ecosistema.

«Visti i risultati ottenuti, – dichiara Mariarita Signorini, presidente nazionale di Italia Nostra –  Italia Nostra si candida a riproporre la “buona pratica” elaborata insieme alla Regione Calabria anche in altre realtà, elaborando un protocollo operativo replicabile, in linea anche con i dettami della Commissione Europea.»



Redazione

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