La Regione Marche e le trivelle

Sul capitolo trivellazioni c’è grande confusione soprattutto su una questione: l’atteggiamento delle Regioni.
Si fatica a capire esattamente chi sta da che parte, chi si sta realmente muovendo per chiedere il referendum e chi invece sta seguendo diligentemente la linea del Governo Renzi.

BioEcoGeo_Bonacca_Clara
Questo perché a volte accade che i governatori regionali scendano in piazza per ribadire il loro no alle trivelle e poi firmino autorizzazioni a nuovi progetti estrattivi. Com’è possibile?
In tal senso si pone a pieno titolo la nuova giunta marchigiana capitanata da Luca Ceriscioli che, da una parte parla di referendum e dall’altra non fa nulla per fermare l’arrivo di due nuove piattaforme: la Clara NW e la Bonaccia NW, partite da La Spezia ai primi di agosto e giunte, dopo aver doppiato il Capo di Santa Maria di Leuca, di fronte alle coste di Ancona.
Le due piattaforme prevedono quattro pozzi di perforazione ciascuna (rispettivamente a 60 chilometri dalla costa, Bonaccia NW e a 45 km la Clara NW) per una durata di 25 anni.
I progetti comprendono anche la posa e l’installazione di due condotte sottomarine della lunghezza di 2,2 km chilometri (Bonaccia NW) e 13 km (Clara NW).
In molti, all’interno degli uffici della Regione Marche, affermano che le piattaforme sono sicure, nonostante i contenuti stessi degli elaborati dell’ENI che evidenziano rischi di sversamento in mare con tanto di mappe degli scenari dei movimenti verso la costa delle macchie di idrocarburi. Entrambi i progetti prevedono infatti lo sversamento in mare di acque di scarico (acque estratte insieme agli idrocarburi contenenti metalli inquinanti per l’ambiente) dannose per l’ambiente, non tanto per le loro singole quantità (30mg/litro d’acqua) ma per il cosiddetto “effetto cumulo” cioè la somma degli scarichi di tutte le installazioni presenti e future.
Inoltre, non dobbiamo dimenticare che la regione Marche è da sempre a forte rischio sismico e i nessi tra attività estrattiva e terremoti sono ormai più che una semplice supposizione. A ulteriore conferma di questo collegamento sono le notizie provenienti dal Nord Europa dove il governo olandese «si scusa per i terremoti causati dal prelievo di gas naturale nella provincia di Groningen» e i giganti del petrolio Shell e Exxon, responsabili di quelle operazioni, si dichiarano colpevoli e stanziano 1,2 miliardi di euro per risarcire i proprietari di 30 mila edifici danneggiati nella provincia dai terremoti più recenti (dopo il 2008).
Chissà se queste notizie porteranno il Governatore Ceriscioli a decidere fermamente da che parte stare in merito alla questione delle trivellazioni del Mar Adriatico.



Redazione

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