Nasce il bosco sonoro contro lo stress digitale

Inaugurato nel Parco Nazionale dello Stelvio trentino un originale percorso con postazioni sonore ed esperenziali che attraversa i boschi di conifere e promette di rigenerare spirito e corpo. Una risposta suggestiva e originale all’iperdigitalizzazione e ai suoi pericolosi sintomi

Onnipresente, pervasiva, ossessiva e stordente. È la tecnologia digitale, capace da tempo di plasmare il nostro stile di vita con tutti i pregi ma anche i difetti, tutt’altro che trascurabili, che ciò comporta. Le conseguenze della sovraesposizione, del resto, stanno emergendo un po’ ovunque, tra vere proprie patologie, malessere diffuso e voglia di staccare. Ed è proprio quest’ultima spinta, a suggerire nuove soluzioni fondate sulle straordinarie risorse offerte dalla natura.

Tra queste si inserisce “Fruscìo”: nome evocativo attribuito non a caso a un itinerario suggestivo e catartico itinerario del parco delle Pozzatine in Val di Rabbi, valle laterale della Val di Sole, in Trentino. Al suo interno, sorgono sette postazioni sonore ed esperienziali pensate per amplificare i rumori del bosco, che sono state inaugurate ufficialmente questo weekend.

Fruscìo e le sette postazioni sonore ed esperienziali

Il percorso, immerso in un’idilliaca foresta di abeti e larici, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio trentino, è costruito attorno a sette postazioni sonore ed esperienziali che comprendono campane di legno, mega-carillon collegati agli alberi, tamburi ricavati dai tronchi, trombe giganti per amplificare i rumori del bosco. Non solo: il percorso attraversa anche un “anfiteatro” circolare in metallo lucido che riflette il paesaggio circostante a ricordare uno specchio d’acqua, nonché un “campo triangolare” che comprende tre elementi verticali in legno riforniti di libri, riviste e oggetti vari da poter fruire contemplando il panorama circostante. Particolarmente suggestiva l’ultima tappa, un omaggio al Maestro Arturo Benedetti Michelangeli, che porta i visitatori a scorgere un pianoforte a coda, incastrato su una conifera a 10 metri di altezza. Si ammira lo strumento ma non lo si può suonare.

L’idea, spiegano gli organizzatori, è di associare ogni postazione sonora a uno dei 7 Chakra, i centri di energia presenti nel corpo umano secondo le filosofie orientali. «Vogliamo portare le persone ad ascoltare il silenzio offerto dai boschi e i suoni degli elementi naturali contro il bombardamento sonoro quotidiano. Una sorta di silenzio terapeutico» spiega Sara Zappini, direttrice delle Terme di Rabbi. Per questo il percorso si conclude in un anfiteatro naturale in mezzo al bosco, nel quale vengono installati strumenti musicali di legno che emettono suoni sempre più alti. Un approccio mutuato dalle campane tibetane.

«Il parco sonoro di Rabbi è un percorso di immersione nella foresta» spiega Emanuele Lapiana, di O Suono mio, società ideatrice del progetto insieme allo studio di architettura Raro. L’iniziativa è stata poi realizzata in collaborazione con Terme di Rabbi e Azienda per il Turismo della Val di Sole, Comune di Rabbi e Parco nazionale dello Stelvio trentino. «I visitatori potranno aumentare il proprio benessere interiore sia attraverso i percorsi sonori, sia attraverso la riscoperta dei silenzi della foresta e alcune esperienze fisiche che saranno proposte in collaborazione con le terme: abbraccio degli alberi, meditazione, lettura».

Un freno all’iperdigitalizzazione

A motivare l’apertura dell’itinerario è soprattutto la crescente consapevolezza dei danni da iperdigitalizzazione, un fenomeno che i lunghi periodi di isolamento dell’era Covid hanno contribuito a esacerbare. Lo sanno bene medici e psicoterapeuti, sempre più alle prese con pazienti che presentano sintomi fisici e psichici legati all’eccesso di esposizione alle tecnologie: aumento del battito cardiaco, sudorazione, pupille dilatate, salivazione ridotta, senso di ansia e frustrazione, alterazione del ciclo sonno-veglia e dei processi cerebrali, affaticamento degli occhi, emicranie frequenti, difficoltà di concentrazione e calo della produttività. Tutti fenomeni che ricordano da vicino quelli delle tossicodipendenze e colpiscono sempre più spesso i giovani: il 50% degli under 24, secondo la piattaforma di ricerca Dscout, si sveglia in piena notte per leggere gli aggiornamenti social ed è in crescita il fenomeno del “vamping” che spinge a restare svegli tutta la notte scorrendo le pagine web.

L’apertura del parco sonoro si inserisce in un progetto più ampio portato avanti dalle Terme di Rabbi, dal Parco Nazionale dello Stelvio, da APT Val di Sole e dal Comune di Rabbi per diventare un punto di riferimento di iniziative che, poggiando su solide basi scientifiche, utilizzino le esperienze turistiche per veicolare benessere psicofisico. «Vogliamo che tutti i prodotti offerti siano coerenti con questo obiettivo», aggiunge Zappini. «Solo con un approccio “olistico” possiamo davvero trasformare Rabbi nella Valle del benessere naturale diffuso».