Nel napoletano il campo rom sperimenta la raccolta differenziata

acerra-campo-rom-1Dopo l’ennesima operazione di pulizia di rifiuti illecitamente sversati per strada ad Acerra, in provincia di Napoli, è partito un progetto sperimentale di raccolta differenziata di rifiuti nel campo rom della zona, un insediamento spontaneo storico, che sorge proprio a ridosso delle aree interessate.

Gli operatori ecologici della ditta Falzarano, i vigili urbani, il personale dell’Ufficio di Igiene Urbana e il sindaco, Raffaele Lettieri, sono entrati nel campo rom muniti di bidoni e carrellati per cominciare un’azione di raccolta e di sensibilizzazione alla raccolta differenziata. L’intento è quello di coinvolgere le stesse famiglie della baraccopoli nelle operazioni di raccolta rifiuti, rendendole consapevoli sulle corrette norme igienico-sanitarie da osservare, attraverso il coinvolgimento della polizia municipale e degli operatori del servizio che, nelle prossime settimane, torneranno nel campo rom, sia per monitorare il progetto ancora in fase sperimentale, sia per insegnare il corretto utilizzo dei bidoni e del relativo smistamento dei rifiuti. L’iniziativa s’inserisce in una serie di azioni di controllo sul territorio dell’amministrazione e degli operatori che ha portato ad un giro di vite sulla corretta differenziazione dei rifiuti, elevando diversi verbali per errato conferimento.

L’azione di controllo della Polizia municipale ha interessato anche la pratica criminale dello sversamento del sacchetto selvaggio. La zona di Candelara, dove è sito il campo rom, è, appunto, quella più vandalizzata sotto questo punto di vista, e la più preoccupante per le condizioni igienco-sanitarie in cui versa. Ed è per questo che si è deciso per stringere un’intesa con le famiglie della baraccopoli, volta non solo al miglioramento delle condizioni del territorio, ma anche ad una maggiore consapevolezza, tutela e integrazione degli abitanti del campo.



Stefania Divertito

Stefania Divertito, è giornalista d’inchiesta, specializzata in tematiche ambientali. Numerose le sue inchieste anche su argomenti delicati. Per citarne alcune: Uranio, il nemico invisibile; Amianto, storia di un serial killer; Toghe verdi, storie di avvocati e battaglie civili. Il suo ultimo lavoro è anche la sua sfida: un romanzo thriller con sullo sfondo il tema dello smaltimento illegale di amianto. Ha vinto il Premio Pasolini nel 2013 ed è stata cronista dell’anno nel 2004.


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