Una perdita di gas durata 4 mesi

Una fuga di gas durata 4 mesi. Ne sanno qualcosa i cittadini di Porter Ranch, nella California meridionale. La perdita, scoperta circa 6 mesi fa e riparata a febbraio, ha visto uscire dal pozzo di Aliso Canyon un quantitativo di circa 96mila tonnellate di gas metano.
Per facilitare la comprensione della quantità fuoriuscita, immaginate 505mila auto che circolano per le vostre strade per un anno intero.

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Sebbene sia quasi impossibile immaginare una perdita del genere, il fatto è stato più che reale per i cittadini di Porter Ranch. In ottobre i residenti hanno cominciato a lamentare cattivi odori, nausea e mal di testa. In seguito a un’ingiunzione del tribunale la Southern California Gas ha poi temporaneamente trasferito 11.300 persone. 
Il disastro in questa piccola realtà della California è stato causato dall’invecchiamento delle infrastrutture. Un fenomeno, quello della manutenzione degli impianti, che sta interessando sempre più gli Stati Uniti. Secondo un rapporto del 2010 del Dipartimento della Sicurezza Interna, gli States avrebbero bisogno di lavori di ammodernamento delle infrastrutture (idrici, porti, ponti, strade) pari a 1.600 miliardi di dollari.

Al peggio, però, non c’è mai fine. L’8 ottobre – circa 3 settimane prima della fuga di gas – il dipartimento per l’ambiente, responsabile della supervisione dei pozzi, ha ammesso che il suo programma di ispezioni prevede “norme obsolete, in certi casi non conformi al moderno settore dell’estrazione del gas e del petrolio”.

Non sono mancate le accuse della comunità scientifica americana. Come ha dichiarato Briana Mordick della Natural Resources Defense Council (NRDC) vi è la “possibilità che l’agenzia sia troppo compiacente con il settore che dovrebbe regolamentare”.

Secondo le stime dell’American Society of Civil Engineers, per evitare questo tipo di disastri, gli Stati Uniti dovrebbero spendere per ristrutturare gli impianti una cifra pari a 157 miliardi di dollari all’anno.



Stefania Divertito

Stefania Divertito, è giornalista d’inchiesta, specializzata in tematiche ambientali. Numerose le sue inchieste anche su argomenti delicati. Per citarne alcune: Uranio, il nemico invisibile; Amianto, storia di un serial killer; Toghe verdi, storie di avvocati e battaglie civili. Il suo ultimo lavoro è anche la sua sfida: un romanzo thriller con sullo sfondo il tema dello smaltimento illegale di amianto. Ha vinto il Premio Pasolini nel 2013 ed è stata cronista dell’anno nel 2004.


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