WWF: “Il mondo non sta facendo abbastanza. Alla COP30 serve un piano globale per fermare la crisi climatica”
Le politiche globali per ridurre le emissioni di gas serra non sono ancora sufficienti a colmare il divario tra ambizione e realtà. È questo il messaggio che emerge dal nuovo rapporto di sintesi sugli NDC (Contributi determinati a livello nazionale) pubblicato dalle Nazioni Unite, che fotografa con chiarezza la distanza tra gli impegni assunti dai governi e i risultati effettivamente raggiunti.
Il documento rivela che, anche se pienamente attuate, le politiche climatiche attuali porterebbero a una riduzione delle emissioni inferiore a un terzo di quella necessaria per contenere l’aumento della temperatura globale entro 1,5 °C, soglia critica indicata dall’Accordo di Parigi del 2015.
Secondo i dati ONU, gli attuali piani nazionali porterebbero infatti a una riduzione del 19-24% rispetto ai livelli del 2019 entro il 2035, ben lontano dal -60% richiesto per evitare gli impatti più gravi del cambiamento climatico.

Il richiamo del WWF: “Serve un piano di risposta globale”
In vista della COP30, che si terrà dal 10 al 21 novembre a Belém (Brasile), il WWF chiede ai leader mondiali di adottare un piano globale di emergenza climatica che consenta di restare entro la soglia di sicurezza dei 1,5 °C.
Un superamento anche temporaneo di questo limite, sottolinea l’organizzazione, costringerebbe il pianeta a sforzi “titanici” per tornare indietro, con conseguenze potenzialmente irreversibili su ecosistemi e comunità umane.
«Nel decennio trascorso dall’approvazione dell’Accordo di Parigi sono stati compiuti progressi, ma non abbastanza», ha dichiarato Manuel Pulgar-Vidal, responsabile globale per clima ed energia del WWF. «La soglia di 1,5 °C non è solo un obiettivo scientifico: è un limite legale e morale. La scienza è chiara, le soluzioni esistono, ma manca la volontà politica di attuarle con la velocità e la scala necessarie».
Energia, foreste e industria: le sfide ancora aperte
Il WWF invita la comunità internazionale ad agire con urgenza su cinque fronti principali: energia, metano, foreste, industria pesante e transizione equa.
In particolare, chiede di rispettare gli impegni assunti alla COP28, accelerando l’uscita dai combustibili fossili, triplicando la capacità delle rinnovabili e raddoppiando il risparmio energetico.
Tra gli aspetti positivi, il rapporto ONU segnala un numero crescente di Paesi che hanno incluso nei propri NDC misure concrete per la tutela delle foreste e degli ecosistemi naturali. Ma il WWF ammonisce: servono piani vincolanti e finanziamenti adeguati per arrestare e invertire la deforestazione entro il 2030, obiettivo chiave per mantenere il bilancio di carbonio globale in equilibrio.
Il ritardo delle grandi economie
Il rapporto si basa su 64 piani nazionali presentati entro il 30 settembre 2025, che coprono circa un terzo delle emissioni globali. Mancano però i contributi delle principali economie del G20, tra cui l’Unione Europea, gli Stati Uniti, la Cina e l’India.
Una lacuna che rischia di compromettere la credibilità del processo negoziale.
«È deludente che le grandi economie non stiano ancora dando l’esempio», ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia. «L’Unione Europea deve presentare al più presto il suo nuovo NDC: solo così potrà mantenere il ruolo guida nella transizione energetica e nell’economia decarbonizzata. Il mondo non può permettersi ritardi mascherati da diplomazia».
Verso la COP30 di Belém: l’appuntamento del WWF Italia
Il WWF Italia organizzerà il 4 novembre alle ore 11.00 un media brief su Teams per approfondire i temi della COP30 e le aspettative della comunità scientifica e ambientalista.
Parteciperanno Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia, e Bernardo Tarantino, EU & International Institutional Affairs Specialist del WWF Italia, che seguirà i lavori della conferenza direttamente da Belém.
La COP30 rappresenterà un passaggio cruciale: a dieci anni dall’Accordo di Parigi, il mondo dovrà dimostrare di aver imparato la lezione.
Come ricorda il WWF, «non abbiamo più tempo da perdere: servono coraggio politico, collaborazione e una visione globale per garantire un pianeta vivibile alle generazioni future».










