Intercos: quando l’innovazione diventa criterio di sostenibilità

Il Gruppo Intercos è uno dei principali operatori B2B a livello globale nella creazione, produzione e commercializzazione di prodotti cosmetici – dal make-up (color cosmetics) allo skincare, fino ai trattamenti hair & body – destinati ai principali marchi nazionali e internazionali, ai brand emergenti e ai retailer del settore beauty.
Con radici italiane e una presenza industriale e commerciale diffusa in Europa, Americhe e Asia, il gruppo coniuga dimensione internazionale e attenzione ai territori in cui opera, inclusa la Brianza, dove innovazione industriale e responsabilità ambientale si intrecciano in modo sempre più strutturato.

Nel caso di Intercos, la sostenibilità non è un capitolo separato dalla strategia, ma un criterio che orienta le scelte. L’innovazione – asse identitario dell’azienda – viene valutata secondo tre pilastri: risposta a bisogni reali di clienti e consumatori, conformità normativa e solidità dei claim. A questi si aggiungono due elementi decisivi: sostenibilità economica nel tempo e capacità di anticipare le evoluzioni del mercato e del quadro legislativo.
«Un’innovazione non è tale se non è sicura, sostenibile e conforme» dichiara Nunzio Ripamonti, Corporate Applied Research Director di Intercos. Una frase che sintetizza bene il posizionamento del gruppo: sviluppo tecnologico e responsabilità devono procedere insieme, senza scorciatoie.

 Il nuovo Piano di Sostenibilità 2026–2035

Una delle scelte più significative degli ultimi anni è stata la definizione del nuovo Piano di Sostenibilità 2026–2035. Non un semplice aggiornamento, ma un processo che ha messo in discussione modalità consolidate. Il piano è stato costruito integrando visione strategica e coinvolgimento diffuso: un approccio top down, coerente con gli obiettivi di lungo periodo del gruppo, affiancato da un percorso bottom up fatto di confronto trasversale, analisi dei dati e simulazione di scenari futuri per valutare rischi e opportunità. «È stato un percorso realmente rivoluzionario, perché ha integrato visione strategica e coinvolgimento diffuso nell’organizzazione» sottolinea Concetta Capezzuto, Group Sustainability & HSE Senior Director and IE Facilities & HSE Director.

Gli impegni e i progetti sono arrivati dopo questa fase di ascolto e verifica, con l’obiettivo di costruire un piano ambizioso ma realistico, misurabile e allineato alle capacità effettive dell’azienda.

We Care for People: centralità delle persone

«Nel percorso di sostenibilità di Intercos – spiega Elisabetta Rivolta, Global HR Director – la dimensione sociale non è secondaria. La responsabilità verso i dipendenti si traduce in una funzione dedicata che coordina le iniziative locali, programmi di wellbeing orientati al work-life balance, formazione continua e un impegno strutturato su diversità, equità e inclusione».
L’approccio dichiarato è “people first”: valorizzare competenze e crescita professionale significa rafforzare la solidità dell’organizzazione nel lungo periodo. Non solo policy, ma attenzione concreta ai bisogni che emergono dall’ascolto interno.

Territorio e sostenibilità: un dialogo continuo

Pur essendo un gruppo internazionale, Intercos sottolinea come il territorio non sia un elemento accessorio. Ogni iniziativa viene progettata tenendo conto dei contesti ambientali, sociali ed economici specifici, con l’obiettivo di creare valore coerente con gli ecosistemi locali. «Il territorio non è solo il luogo in cui operiamo, ma un interlocutore con cui dialogare in modo continuo» continua Concetta Capezzuto.

Questo approccio si riflette anche nell’analisi dei rischi climatici, valutati paese per paese: eventi estremi, stress idrico e variazioni di temperatura diventano variabili operative che incidono sulle decisioni industriali. Integrare il territorio nella pianificazione significa rendere la sostenibilità concreta, non solo dichiarata.

Dal racconto all’azione

Raccontare è necessario, ma non sufficiente. Per Intercos un impegno di sostenibilità diventa azione quando entra nella strategia aziendale con obiettivi chiari, responsabilità definite e risultati misurabili.
Pianificazione, investimenti in efficienza energetica e idrica, monitoraggio delle emissioni, certificazioni ambientali e trasparenza nei report ESG sono strumenti operativi, non elementi di comunicazione. A questo si affianca il coinvolgimento di comunità, istituzioni e associazioni locali per generare valore condiviso.

Anche sul piano sociale l’impegno si traduce in iniziative di inclusione e progetti capaci di produrre benefici tangibili nel tempo, superando la logica della dichiarazione di intenti.

Confronto e filiera: alzare l’asticella

Guardando ai prossimi mesi, Intercos individua diversi ambiti su cui il confronto con altre aziende può essere strategico: sostenibilità ambientale lungo la filiera, packaging circolare ed eco-design, tracciabilità delle materie prime, resilienza della supply chain, innovazione tecnologica e digitale, inclusione e comunicazione responsabile.

«In un settore come quello cosmetico, in continua evoluzione, il dialogo tra imprese non è solo scambio di buone pratiche, ma un modo per alzare l’asticella delle decisioni e accelerare soluzioni concrete» conclude Concetta Capezzuto.

Per maggiori informazioni, consultare il bilancio consolidato 2024.