La fattoria sociale: cos’è e da dove nasce

Il lavoro agricolo richiede da sempre forze e fatiche quotidiane per poter seminare e raccogliere i frutti che la terra ci offre. Questa necessità, nel tempo, ha dato  vita a quello spirito di accoglienza e collaborazione che, ancora oggi,  contraddistingue le famiglie rurali.

Credit: Confagricoltura Lombardia

L’evolversi di questa vocazione ha portato alla nascita delle fattorie sociali, realtà preziose che vogliono accompagnare la produzione agricola ad attività di carattere sociale, in una prospettiva di multifunzionalità.

Nel nostro paese si sono diffuse dalla metà degli anni ’70, un periodo di riforme importanti come la legge Basaglia, che ha sensibilizzato l’opinione pubblica sulla considerazione dell’emarginazione sociale e del disagio mentale. Di conseguenza, è nato il bisogno di creare luoghi di riabilitazione e reintroduzione sociale, nel rispetto della dignità e delle inclinazioni naturali della persona in difficoltà.

Obiettivo della fattoria sociale

La fattoria sociale, accanto alle cooperative già ampiamente operanti nel settore, vuole offrire nuove opportunità per i soggetti svantaggiati, intrecciando la tradizionale produzione agricola a servizi educativi, formativi ed assistenziali.
Lo scopo è quello di prestare un servizio di sussidiarietà sociale alle comunità locali, mettendo a disposizione ciò che il mondo agricolo offre per sua natura e permettendo di vivere quel benessere che nasce unicamente dalla semplicità della vita agreste. Il rapporto che si crea con la natura e con gli animali della fattoria riesce a ricreare un legame ancestrale e indissolubile con la persona in difficoltà, che si percepisce utile e necessaria per la cura dell’ambiente e delle vite che la circondano. Bambini portatori di disabilità, anziani soli o persone ex-detenute hanno la possibilità di sperimentare questo circolo virtuoso che promuove il recupero della propria autostima e la rivalutazione positiva del sé. Le fattorie sociali si inseriscono in un concetto più ampio di agricoltura sociale (AS) che si prodiga per creare nuove iniziative educative, assistenziali, formative volte al benessere personale e all’integrazione socio-lavorativa dei soggetti bisognosi. Allo stesso tempo, l’AS concorre a valorizzare le aree periurbane, costruendo un nuovo modello di sviluppo rurale, basato sulla cooperazione e sulla sostenibilità ambientale.

Interventi Assistiti con gli Animali (IAA) nella fattoria sociale

Una delle numerose attività che si possono svolgere all’interno di una fattoria sociale sono certamente gli interventi assistiti con gli animali. Volgarmente conosciuti come “Pet Therapy”, gli IAA sono interventi volti al miglioramento della salute e del benessere delle persone, con l’ausilio di animali da compagnia quali cani, gatti, cavalli, asini e conigli.

 

Valentina Galesso, presidente Coldiretti Donne Impresa e titolare Azienda Agricola “Va Oltre”                                  

La maggior parte degli studi scientifici si riferiscono agli IA con i cavalli.
È stato dimostrato come l’interazione uomo-cavallo favorisca il rilascio di ossitocina, un ormone dai molteplici effetti positivi, quali l’abbassamento dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Inoltre, sono riportati miglioramenti della flessibilità cognitiva, della fiducia in se stessi, della qualità di vita percepita, della sensazione di isolamento e un ampliamento del repertorio di nuove attività da svolgere.

Perciò, ad esempio, persone affette da patologie neurologiche possono trarre un significativo beneficio da questa che può essere definita come una terapia naturale, inserita all’interno di un contesto familiare ma, al contempo, presenziata da figure socio-sanitarie adeguatamente formate.

L’aspetto legislativo

L’attività svolta dalle fattorie sociali avviene nel rispetto della legge nazionale n.141/2015 e del DM 12550/2018.  La prima legge sottoscritta a livello regionale ha riguardato il Veneto, regione particolarmente vocata all’agricoltura e all’allevamento, ed è la n. 14/2013. Queste norme vogliono regolare le finalità, le modalità operative e i requisiti essenziali per lo svolgimento delle attività all’interno delle fattorie sociali, favorendo la cooperazione con le strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali. Inoltre, è stato istituito un elenco regionale delle fattorie sociali, che favorisce la costituzione di una rete tra le fattorie stesse e i loro organismi associativi.

La battaglia di Coldiretti

Coldiretti, che da sempre si spende per la tutela e la valorizzazione delle attività operanti nel settore agroalimentare, oggi richiede a gran voce un’implementazione della legge regionale del Veneto, affinché  queste realità emergenti vengano riconosciute da parte delle autorità sanitarie e istituzionali. In questo modo, anche le fattorie sociali rientrerebbero ufficialmente tra le strutture già operanti nei programmi di prevenzione e trattamento per la salute psicofisica, ottenendo la meritata visibilità e sostegno reddituale di cui necessitano.

È fondamentale creare un sistema che dia alle famiglie la libertà di scegliere il luogo più appropriato per la riabilitazione del proprio caro, dando come alternativa concreta la possibilità di accedere facilmente ai servizi offerti dalle fattorie sociali.