Marchi di qualità dei prodotti agroalimentari

Quante volte ci è capitato di notare sigle corrispondenti a marchi di qualità sulle confezioni dei prodotti alimentari? E ancora, conosciamo davvero il significato di queste certificazioni? Definiamo bene cosa sia un marchio di qualità.

I marchi di qualità rappresentano un prezioso strumento di riconoscimento del valore aggiunto di un prodotto alimentare in termini di provenienza e/o modalità di preparazione, solitamente legate ad una tradizione locale. Le certificazioni più importanti e diffuse che valgono a livello europeo sono: DOP, IGP e STG.

 

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Le certificazioni DOP, IGP, STG

DOP (Denominazione d’Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta) seguono le disposizioni del Regolamento UE 1152/2012.
Sono molto simili, ma non del tutto: i prodotti DOP devono provenire da una regione le cui qualità e caratteristiche siano essenzialmente dovute all’ambiente geografico (fattori naturali e umani). Tutte le fasi produttive, la trasformazione e l’elaborazione del prodotto devono avvenire nell’area geografica indicata.

Il Grana Padano fa da padrone nel grande elenco dei prodotti DOP, in cui rientrano anche l’aceto balsamico di Modena, il basilico genovese, il prosciutto crudo di Parma, e molti altri.

Circa i prodotti IGP, invece, è sufficiente che solo una di queste tre fasi avvenga nella zona indicata. Il legame tra prodotto e territorio è, perciò, meno forte di quanto non lo sia per i prodotti DOP.

Ad esempio la Bresaola della Valtellina è prodotto IGP in quanto ottenuta da carni di animali che non sono allevati in Valtellina, ma la cui produzione e stagionatura avvengono tradizionalmente in questa località.

La Specialità Tradizionale Garantita, poi, riconosce la specificità di quei prodotti che rispettano una ricetta tramandata da (solitamente) almeno 30 anni secondo la tradizione locale, senza alcun vincolo per il reperimento delle materie prime e il luogo di preparazione.

La pizza napoletana, ad esempio, è ritenuta essere un prodotto STG in quanto unica nel suo genere e legata ad usi e costumi appartenenti alla città di Napoli.

 

Perchè il marchio è importante

I produttori che investono sui marchi DOP, IGP, STG devono attenersi a rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione e il rispetto di tali regole è garantito da diversi organismi di controllo, sia pubblici che privati, regolamentati dal MIPAAF (Ministero delle Politiche Agricole e Forestali).

L’importanza dei marchi di qualità fa riferimento sia alla tutela del consumatore, che è più consapevole delle caratteristiche del prodotto acquistato, sia del produttore, che vede riconosciuto il proprio lavoro attraverso una certificazione ufficiale. In questo modo i prodotti acquisiscono valore aggiunto rispetto a quelli convenzionali, subentrando in una nicchia di mercato differente, caratterizzata da qualità e prezzi più elevati.

Nonostante ciò, la conoscenza del consumatore in termini di marchi di qualità è ancora molto vaga e superficiale. Molti studi scientifici presentati come questionari a diverse associazioni di categoria di consumatori hanno dimostrato come la maggior parte delle persone non siano adeguatamente informate su questo aspetto.
È importante, quindi, investire sul dialogo tra produttori e consumatori, sulla corretta informazione e sulla pubblicità
per incentivare l’acquisto di prodotti alimentari caratterizzati da una storia, da una tradizione, insomma: da un’autentica qualità.


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Veronica Gemin

Studentessa in Scienze e Tecnologie Animali, corso di Laurea Magistrale del dipartimento DAFNAE dell’Università degli Studi di Padova


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