Il volontariato d’impresa e l’impegno delle aziende per raggiungere gli obiettivi prefissati dall’Agenda 2030 è in continua crescita. Questo fenomeno coinvolge imprese, manager e dipendenti e ha come punto di forza quello di unire la responsabilità sociale d’impresa e la sostenibilità ambientale, portando risultati importanti come il benessere della comunità e del territorio.

BioEcoGeo ha deciso di raccontare queste esperienze insieme a Legambiente e alle aziende che, con sempre maggiore entusiasmo, si dedicano alla cura del territorio nei pressi della propria sede o si impegnano in progetti socio-ambientali.

La prima azienda protagonista di questo progetto è wpd Italia, società operante nel settore delle energie rinnovabili dal 1996 e dal 2006 presente anche nel nostro paese.

Abbiamo intervistato Cristina Coppi, Marketing and communication manager della società, che ha illustrato la loro esperienza e due grandi novità: wpd Italia è la prima azienda italiana a ricevere la Carta d’Identità del volontariato aziendale di Legambiente e, per il 2021, l’azienda estenderà alle altre sedi europee queste iniziative.

 

Leggi l’intervista integrale e Cristina Coppi

 

  • Quando e perché avete deciso di intraprendere un’attività di volontariato? E perché avete scelto Legambiente?

«Mi permetto di fare una piccola premessa: la società è presente in 25 paesi tra cui l’Italia e la creazione di “valore condiviso” è un aspetto fondamentale per le attività che la società svolge in tutto il mondo.
wpd lavora per proteggere il clima e preservare le risorse naturali. E non solo attraverso l’espansione delle energie rinnovabili e naturali, come il sole e il vento, ma anche attraverso uno sguardo attento alla dimensione di tutti i giorni.
Analizza le emissioni prodotte dalle attività negli uffici o dai viaggi e, al momento, ne compensa buona parte. Con questa logica wpd è coinvolta in diversi progetti in Guatemala, Sri Lanka, Pakistan, Nepal.

Da questa premessa si comprende perché la collaborazione con Legambiente per wpd Italia sia stata quasi spontanea, essendo Legambiente un interlocutore e uno stakeholder privilegiato nelle nostre attività.
Personalmente, per lavoro ho avuto modo di collaborare in più occasioni con Legambiente e nel corso degli anni mi sono occupata anche di payroll giving e di volontariato aziendale in genere. Così tra conoscenza del tema, del sistema Legambiente, stima delle persone che lavorano per l’associazione, volontà di svolgere attività di volontariato aziendale, a giugno del 2019 è nata la proposta di un’attività da svolgere in occasione di “Puliamo il Mondo“, proposta che è stata accettata con grande entusiasmo. A ciò si è aggiunto il supporto prezioso di Ida La Camera per l’organizzazione della nostra adesione nel giro di poche settimane».

Wpd Italia e il volontariato aziendale
wpd Italia – Puliamo il Mondo, edizione 2019

 

  • Quale attività avete intrapreso?

«Nel 2019 abbiamo scelto di partecipare a Puliamo il mondo durante il weekend per dare più valore alla nostra attività, considerato che così avremmo sottratto tempo al nostro tempo libero e non al tempo di lavoro. E abbiamo deciso di coinvolgere anche i nostri familiari.

L’area che ci è stata assegnata, insieme ad altri volontari, è stata quella di Porta Maggiore, a poca distanza dalla stazione Termini. Dopo circa tre ore di lavoro sono stati raccolti circa 250 kg di rifiuti tra plastica, vetro e indifferenziato. Nonostante il COVID e le restrizioni di sicurezza, nel 2020 abbiamo partecipato per la seconda volta a “Puliamo il Mondo”.

In questa edizione ci è stato proposto di fare un’attività al mare, sulla spiaggia di Capocotta vicino Roma. Dopo un seminario sul beach litter, abbiamo fatto un campionamento di una parte di spiaggia di Capocotta e la selezione dei rifiuti raccolti. I dati opportunamente elaborati contribuiranno a fotografare lo stato delle spiagge italiane che sarà illustrato nel prossimo rapporto spiagge di Legambiente».

 

  • Quali sono state le ricadute in azienda? Tra i dipendenti che hanno partecipato all’attività ma anche nella CSR aziendale?

«Il volontariato aziendale è un’attività molto significativa perché crea diversi vantaggi sia per le aziende che per le associazioni. Mi spiego, attività come quelle che abbiamo svolto in occasione di “Puliamo il Mondo” generano ovviamente un vantaggio per l’ambiente in cui si svolgono, creano sinergia con il mondo dell’associazionismo ma danno anche l’opportunità di rafforzare i rapporti tra il team, senza distinzione di ruoli, e aiutano ancora di più a riconoscersi nei valori aziendali.

Questo per dire che le ricadute in azienda sono state molto positive, sia lo scorso anno che nel 2019. Chi di noi non aveva potuto partecipare all’edizione 2019 al nostro rientro in ufficio ha sentito dai nostri racconti quanto fosse stata coinvolgente l’esperienza fatta, e non a caso, nel 2020 abbiamo avuto un’adesione ancora maggiore.

Ma non ci siamo limitati solo all’Italia, abbiamo condiviso l’esperienza   con le realtà wpd degli altri paesi. Per tutte e due le occasioni abbiamo scritto delle news da inserire sulla intranet aziendale.
Inoltre un mese fa, grazie alla nostra partecipazione a Puliamo il mondo, siamo arrivati terzi in un contest interno dedicato alla riduzione dell’impronta ecologica degli uffici wpd in tutto il mondo e siamo stati chiamati a raccontare la nostra esperienza durante il meeting annuale che riunisce tutti e 25 i paesi in cui wpd è presente. Devo dire che la nostra esperienza ha suscitato un notevole interesse».

Wpd Italia e il volontariato aziendale
wpd Italia – CleanUpthe world, edizione 2020

 

  • È notizia recente che wpd Italia è il capofila di un progetto di volontariato aziendale nelle altre sedi europee. Quali le aspettative vostre e dei colleghi europei?

«È proprio di pochi giorni fa la prima riunione organizzativa per l’edizione 2021 di “Puliamo il Mondo” che, distanziamento sociale permettendo, potrebbe diventare internazionale. Noi ci teniamo molto.

È prima di tutto un ribadire il nostro impegno a favore dell’ambiente e delle città in cui viviamo, ma è anche un modo per sentirci ancora di più parte di un’azienda che crede in determinati valori e li afferma ogni giorno.  Speriamo quindi di riuscire ad ampliare i risultati già raggiunti nel 2019 e nel 2020, sia in termini di partecipazione sia in termini di adesione, uscendo dai confini nazionali».

 

  • wpd è stata la prima azienda a ricevere la Carta d’Identità del volontariato aziendale di Legambiente. Perché è un documento importante?

«Perché è un ulteriore riconoscimento del nostro impegno a favore dell’ambiente e più in generale a favore degli obiettivi di sviluppo sostenibile del 2030 stabiliti dalle Nazioni Unite.

La carta di identità del volontariato aziendale riconosce infatti l’impegno di un’azienda a favore del raggiungimento di uno o più dei 17 SDGs. Di quelli indicati dalle Nazioni Unite, a nostro avviso, non c’è un obiettivo più importante dell’altro, l’importante è l’insieme. Però ce n’è uno che pensiamo rispecchi in modo particolare   il modo in cui wpd lavora nei territori, ed è l’obiettivo 17, quello relativo alla partnership tra pubblico e privato.

Teniamo particolarmente a questo obiettivo perché richiama l’approccio con cui lavoriamo in tutto il mondo: creare valore condiviso. In tutte le località dove hanno sede i nostri impianti il nostro obiettivo è instaurare rapporti di collaborazione con le istituzioni locali, e non ci limitiamo solo alle municipalità ma cerchiamo di avviare rapporti proficui e duraturi anche con i cittadini e le imprese del luogo. Non è solo un modo di lavorare, è un modo concreto per essere dalla parte di chi, questo mondo, vuole migliorarlo. Perché è, e rimane, l’unico che abbiamo».

Wpd Italia e il volontariato aziendale
Wpd Italia – CleanUpThewolrd – Edizione 2020